Sab 18 Set 2021

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Sanità corrotta, 9 arresti nel cosentino

Notificate dai carabinieri di Scalea a Scalea, Praia a Mare, Diamante, Bonifati, Santa Maria del Cedro e Maratea 9 misure di custodia cautelare, di cui 3 in carcere e 6 ai domiciliari, e 5  misure interdittive della sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio. I provvedimenti adottati nei confronti di persone ritenute responsabili di associazione per delinquere, di falsità materiale e ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, truffa aggravata ai danno dello Stato per il conseguimento di erogazioni pubbliche, concussione, corruzione, induzione indebita a dare o promettere utilità.

Questo il risultato raggiunto al termine di una complessa attività investigativa della Procura della Repubblica, Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro e della Procura della Repubblica di Paola.

Contestualmente, sono state sospese dall’esercizio commerciale con divieto temporaneo di esercitare l’attività imprenditoriale tre ditte di onoranze funebri, mentre per cinque autoscuole è stato disposto il sequestro preventivo con interdizione dell’esercizio dell’attività. Sono inoltre stati fatti diversi sequestri per un totale complessivo di 635.604 euro.

A seguito di intercettazioni telefoniche, ambientali e informatiche gli investigatori si sono concentrati sulla figura di un medico legale in servizio nel distretto tirrenico dell’Asp che avrebbe commesso diversi illeciti nelle visite per l’accertamento dell’invalidità e dell’handicap, le visite per il rilascio o il rinnovo delle patenti di guida e le visite per il rilascio di certificati di idoneità per la detenzione ed il porto di armi. Gli illeciti riscontrati sono reati commessi nell’ambito della Commissione per l’accertamento dell’invalidità e dell’handicap di Diamante; nell’ambito dell’attività di medico certificatore per il rinnovo delle patenti di guida dell’Asp di Scalea; illeciti in materia di visite necroscopiche.

L’indagine, nata presso la Direzione Distrettuale Antimafia, all’indomani della conclusione della nota operazione convenzionalmente denominata “Plinius 2”, e successivamente proseguita presso la Procura di Paola, ha permesso di scoprire un radicato e diffuso sistema di corruzione nella sanità pubblica del Tirreno cosentino, che si reggeva sulla figura proprio del predetto medico legale.