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Regionali, i no alla candidatura di De Magistris: “Non siamo una colonia”

L’annuncio della candidatura a presidente della Regione Calabria da parte di Luigi De Magistris continua a scatenare reazioni contrastanti tra chi vede nella discesa in campo del sindaco di Napoli un’opportunità per la Calabria e quanti invece si schierano contro la scelta dell’ex pm di Catanzaro

“Venga pure a candidarsi in Calabria, De Magistris, solo che così la regione verrebbe considerata una colonia d’oltremare. Sarebbe immaginabile che un calabrese, stabilmente residente in Calabria, andasse a fare il presidente in Campania? Ecco, questa è la sola domanda che voglio porre”.

A dirlo, commentando l’ufficializzazione della candidatura alla presidenza della Regione Calabria del sindaco di Napoli Luigi de Magistris, è l’ex presidente della Calabria Agazio Loiero, indagato dall’allora pm di Catanzaro sia nell’inchiesta “Poseidone”, e poi assolto, che in una seconda indagine sulla sanità, anche in questo secondo caso finita con l’assoluzione.

“A me avevano detto che “candidato” è participio passato del verbo “candidare”, e mi pare che richiederebbe un complemento d’agente, vale a dire che tizio viene candidato da quel gruppo o da quel partito a una certa funzione. Quando non c’è l’agente che candida, e uno si candida da solo, viene dimostrata l’insignificanza della cosa”. Il commento è del’ex presidente della Calabria Giuseppe Chiaravalloti, indagato dall’allora pm di Catanzaro nell’inchiesta “Poseidone” e più volte prosciolto e assolto.  “Non ho mai dato molto peso alle sue inchieste sul mio conto, ero sicuro della mia correttezza”, chiosa Chiaravalloti.

Infine, la parlamentare del Pd Enza Bruno Bossio: “Vedo malissimo la candidatura di Luigi De Magistris in Calabria, e non perché è stato il pm che mi ha indagata, ma perché le posizioni che esprime sono populiste e da Mezzogiorno piagnone. Ma soprattutto De Magistris arriva da un fallimento nell’amministrazione della città di Napoli. In più, non è neanche calabrese. Che cosa bisogna aggiungere?”.

La deputata calabrese è stata indagata dall’allora pm di Catanzaro nell’inchiesta “WhyNot?” e assolta sia in primo grado che in appello perché il fatto non sussiste.

“Non credo che la candidatura di De Magistris in Calabria possa avere successo – aggiunge Bruno Bossio – ma siccome si è aperta una discussione all’interno del centrosinistra, in cui questo tipo di forze sono state coinvolte, oggi rischia di rappresentarsi come una rottura all’interno del centrosinistra, dunque, oggettivamente, il centrosinistra si indebolisce. Però – conclude – mi auguro che il mio partito mantenga le posizioni avute finora, di contrarietà a questa candidatura. Ma siccome non so cosa farà il M5S, che non si è ancora espresso, non vorrei che in nome di questo asse Pd-M5S, si arrivi anche a questo tipo di scelta. E evidente che a quel punto ognuno prenderà le sue decisioni”.