Home RUBRICHE Made in Calabria Francesco Loccisano, il calabrese che ha...

Francesco Loccisano, il calabrese che ha conquistato il mondo con la sua chitarra

di Anna Zupi

Francesco Loccisano, musicista internazionale di Marina di Gioiosa entra a far parte dei Taranta Power di Eugenio Bennato nel 2005. Presto inizia a collaborare con artisti internazionali come Vinicio Capossela Gianna Nannini. Nel 2010, pubblica il suo primo album da solista, “Battente Italiana”, seguito da“Mastrìa” e “Solstizio”.  Nel 2015 pubblica il primo metodo per chitarra battente con l’etichetta fingerpicking.net. La collaborazione con il regista spagnolo Carlos Saura per il docu-film “La Jota”, consacra Loccisano come virtuoso della chitarra battente sul panorama internazionale. Attualmente è docente della cattedra di chitarra battente presso il conservatorio “PI Tchaikovsky” di Nocera Terinese (CZ).

Quando hai iniziato a suonare e cosa ti ha fatto capire che non avresti mai smesso? 

La mia scelta è stata autonoma. Avevo 8 anni e chiesi ai miei genitori di iscrivermi ad una scuola di musica privata del mio paese, da li non mi sono più fermato, non ho mai scelto, è stato cosi, naturale e fluido come l’acqua di un fiume. In realtà credo che sia la musica a sceglierti, e ti innamori e questo amore è per sempre. 

Come nasce la collaborazione con Eugenio Bennato? 

Eugenio frequentava spesso la locride, la zona da cui provengo, sia perchè si occupava dell’attuale “Kaulonia Tarantella Festival” ma soprattuto per le sue ricerche artistiche. All’epoca ero il chitarrista dei Quartaumentata ma collaboravo anche con Mimmo Cavallaro, Mujura e Fabio Macagnino, i (Taran-khan). Eugenio si propose come produttore per un nostro futuro album di ricerca sulla tradizione calabrese e da li a qualche anno mi coinvolse nel suo progetto “Taranta Power”. Suonammo insieme dal 2005 al 2010, più di 500 concerti nazionali ed internazionali, fu un’esperienza unica ed indimenticabile. 

Che ricordi hai dei Taranta Power? 

I Taranta Power di Eugenio Bennato mi hanno dato la possibiltà di portare la chitarra battente nel mondo. Messico, Algeria, Marocco, Egitto, Siria, Tunisia, Galles, Francia… e tante altre tappe all’estero. E’ stata un’occasione unica, grazie a questa esperienza ho potuto arricchire il mio bagaglio culturale, le nostre dinamiche erano sempre nel cercare l’interscambio con i musicisti del luogo.Il mondo della world music rappresenta la migliore occasione per chi ha voglia di conoscere la musica dei popoli. 

Hai collaborato con grandi musicisti di calibro internazionale racconti qualche esperienza? 

Tra le più importanti ricordo l’esperienza con Bob Brozman (California), il virtuoso in assoluto del “Dobro Guitar” o chitarra resofonica. Il nostro incontro avvene al “Acoustic Guitar Meeting” di Sarzana (Sp), un festival delle chitarre del mondo. Bob ed io avviammo una piccola e curiosa collaborazione, ci interessavamo reciprocamente dei nostri differenti stili; poi comprò una chitarra battente e divenne un fan sfegatato del nostro movimento musicale del sud Italia. Abbiamo consolidato la collaborazione all’interno di un suo album “Live in Italy”. Da parte mia gli ho dedicato un brano “Amico Brozman” all’interno del mio secondo album “Mastrìa”. 

Ad oggi, come artista calabrese, cosa porti con te della tua terra?  

Porto in primis la chitarra battente che senza Calabria sarebbe come il suono senza l’aria per potersi propagare. Porto con me i nostri dialetti dal suono elegante e variegato per via delle più svariate contaminazioni. Porto con me la “Festa di San Rocco” – Gioiosa Jonica – dove i tamburi a suon di tarantella ti riconducono a dimensioni ancestrali. Porto tutto all’interno di un bagaglio dentro al mio cuore, amo la mia terra e la racconto al mondo attraverso la mia musica. 

“Venti” il primo lavoro in duo con Marcello De Carolis. Da dove viene il titolo? 

Il titolo nasce da una serie di coincidenze numerologiche: Una chitarra battente ha 10 corde e due insieme fanno 20. Il disco è stato prodotto nel 2020, quindi due volte venti ed abbiamo così deciso di farlo uscire il 20 dicembre 2020. Per noi il disco non è stato suonato a quattro mani ma bensì da 20 dita. La nostra Italia è composta da 20 regioni e la chitarra battente è definita anche chitarra italiana. Non dimentichiamo che la nostra penisola, in quanto al centro del mediterraneo, è attraversata da una innumerevole quantità di “venti” differenti rendendola unica per biodiversità. 

L’album è una raccolta di brani. secondo quale criterio li hai scelti?
Il disco è una sorta di “The Best Of“, il meglio dei miei ultimi tre album: Battente Italiana – Mastrìa – Solstizio. I brani li abbiamo scelti accuratamente con Marcello De Carolis partendo da più punti di vista. Il primo, secondo me il più importante, è l’aspetto concertistico. La mia carriera da solista è iniziata nel 2010 con la pubblicazione del primo album, da qui ho avuto la possibilità di realizzare tanti concerti in ambiti nazionali ed internazionali, osservare le reazioni del pubblico rispetto ad alcuni brani che ad altri, indicazioni divenute preziose per la scelta di una scaletta disco.
Gli stessi brani poi sono stati oggetto di studio per Marcello , che è stato mio allievo, ed il divertimento, la passione suscitata, ci ha fatto scegliere al meglio rendendoci artisticamente complici. 

Il tuo ultimo disco è prodotto da Italysona, una branca di CalabriaSona. Cosa pensi di questo circuito? 

Oggi il movimento CalabriaSona coordinato da Giuseppe Marasco rappresenta una di quelle occasioni per musicisti “calabresi e non solo” di far parte di uno spazio culturale nel quale il riconoscimento all’appartenenza territoriale è il motore espressivo di una cultura musicale, che fino a qualche anno fà veniva sottovalutata e sottostimata. CalabriaSona ha creato e sta creando una serie di azioni, attività, progetti, ma anche un team che possa favorire la produzione e la promozione della buona musica che nasce in Calabria. Oltretutto prima di CalabriaSona per produrre un disco sperimentale e di contaminazione significava sceglieva l’autoproduzione. Oggi non è più così! Il nostro disco “Venti” prodotto da Italysona, rappresenta un’occasione unica per la Calabria di poter presentare al mondo un’identità sonora di qualità. Un grande slancio in avanti per questa etichetta, per noi musicisti ed operatori dell’arte e dello spettacolo.