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La musica riparte da “MSC Grandiosa”, intervista a Stefano Battaglia

Attraverso i canali di Calabria Diretta News abbiamo avuto il piacere di intervistare Stefano Battaglia, batterista originario di Cosenza, con il quale abbiamo parlato del ritorno allo svolgimento della sua attività lavorativa e cosa significa poter finalmente ripartire per un musicista.

Cosa significa per te essere musicista?

“Per me è un vero e proprio stile di vita, fin da piccolo sognavo di poter intraprendere questa strada. Ritmo e “groove” hanno sempre accompagnato le mie giornate e, ora, sono soddisfatto di aver raggiunto ottimi traguardi”.

Com’è stato rimanere fermi così tanto tempo per un musicista?

“Non è stato affatto facile. Non solo per l’aspetto economico, ma, anche, la mancanza di contatto con la gente che è, diciamo, il pane quotidiano per un artista. La sensazione che si prova data dalla risposta della gente a quello che si fa sul palco, è un sentimento inspiegabile per chi non fa questo mestiere o, comunque, non è abituato ad un rapporto diretto con il pubblico”.

Durante il periodo di chiusura qual è stata la cosa più difficile da affrontare?

“Se parliamo di cosa sia stato più difficile, sicuramente dico l’aspetto economico, ovviamente non solo per i musicisti, ma per tutti quelli che si sono ritrovati, da un giorno all’altro, senza la quotidianità lavorativa. Nel nostro caso, forse, siamo stati uno dei settori più colpiti anche perché, dietro la figura del musicista, c’è un mondo. Dai tecnici ai fonici, piuttosto che i “manuali” o gli organizzatori di feste, sagre e concerti”.

Lavorare esercitando la propria passione è il sogno di tutti. Quanto è stato difficile mantenere viva la passione in questo periodo?

“La cosa più brutta è non sapere cosa accadrà in futuro. Io mi sento fortunato a poter riprendere la mia attività lavorativa, ma ci sono ancora molti artisti fermi proprio perché non c’è un vero interesse nei nostri confronti. Il settore artistico è ancora, secondo me, un tunnel dal quale non si vede la luce”.

Finalmente si riparte, cosa è mancato di più in questi mesi? E qual è stato il primo pensiero alla notizia della ripresa lavorativa.

“Dopo aver accolto con entusiasmo la notizia, la testa è balzata quasi subito ai colleghi e agli amici che dovranno ancora aspettare per tornare su un palco. Si riparte… si, ma come detto prima mi dispiace che ancora la maggior parte dei miei colleghi rimane ferma senza poter esercitare la loro professione. È ovvio che io sono contento perché mi è mancato tutto questo però non posso far finta di niente e non pensare a chi ancora non ha avuto la mia stessa fortuna”.

Si è parlato tanto dei vari settori colpiti dalla pandemia, anche se il vostro ha avuto meno visibilità rispetto ad altri, come mai?

“Il nostro settore è sempre stato messo un po’ da parte rispetto ad altri sotto il punto di vista lavorativo. Mi viene in mente la solita domanda che mi è stata posta spesso: ‘bella la musica… ma di lavoro che fai?’. A meno che non si entri a far parte dell’”Olimpo” musicale ancora oggi la figura del musicista risulta bistrattata. Questo accade perché la gente, ancora, non ha piena coscienza di cosa si celi dietro la nostra figura. A parte gli studi e i sacrifici per la formazione personale, dietro questo settore c’è una vera e propria “catena economica” che porta lavoro a tante famiglie. Forse, con la Pandemia, si inizia a capire un po’ di più l’importanza del nostro settore”.

Come ti senti ad aver “ritrovato” il tuo lavoro in questo momento?

“Mi sento come un privilegiato in questo momento nel poter continuare il mio lavoro grazie anche alla possibilità che mi è stata offerta da MSC. Devo sicuramente ringraziare il mio entourage, Roberto Scalise(calabrese come me), la ‘Emmanuel Blanco Band’, Marco Terreni (con il quale condividiamo molti progetti), il nostro inglesino Tommy Davies e Emma Tallan. Ovviamente il ringraziamento più grande va ad MSC Crociere e, nello specifico, ad R.C.E. (Maurizio e Tony Rossetti) che è l’agenzia che propone i musicisti all’MSC”.

Grazie alla ripartenza di MSC GRANDIOSA riprende anche l’attività dei musicisti a bordo. Cosa ti aspetti da questa riapertura? Come secondo te, cambierà il ruolo del musicista nel post pandemia?

“Un plauso per questa impresa va certamente a tutti i ‘Crew Member’ di ‘MSC Grandiosa’ perché sono riusciti a coordinare uno dei protocolli anti-Covid più seri che ha permesso alla nave di riaprire i motori. Sono orgoglioso di far parte di questa famiglia perché hanno avuto la lungimiranza di capire come affrontare questa dura situazione. Non per caso si trova tra i capisaldi delle navi da crociera in ripartenza. È normale che qualcosa è cambiato, nel rispetto del protocollo si fa molta più attenzione a come gestire le attenzioni nostre nei confronti dei passeggeri e viceversa. Penso che la figura del musicista continuerà a portare, come ha sempre fatto, una boccata di allegria e serenità”.

Ringraziamo Stefano Battaglia per la sua disponibilità facendogli i nostri più sentiti auguri per il futuro. Mentre si attende l’ok per la partenza delle altre imbarcazioni (attesa per febbraio/marzo), grazie al protocollo di salute fornito da MSC Crociere, che prevede lo screening universale di tutti i passeggeri e membri dell’equipaggio prima dell’imbarco tramite tampone Covid-19, l’uso di mascherine nelle aree pubbliche e l’utilizzo di un braccialetto contactless (fornito dalla stessa compagnia) per effettuare pagamenti e accedere alle proprie camere, MSC Grandiosa riparte da Genova e, con lei, si torna finalmente sul palco. Anche se ancora in piccola parte, il ritorno alla musica dal vivo non può che far piacere e lasciare aperto un segnale di speranza per il futuro.