Dom 18 Apr 2021
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Il mondo del “wedding” protesta a Cosenza: «Il Governo si accorga anche di noi»

Il manichino rigorosamente vestito da matrimonio allestito su Corso Mazzini a Cosenza ha ben rappresentato lo stato di “immobilismo” nel quale il comparto del wedding (e non certo per sua volontà) è venuto a trovarsi a causa del Covid-19.

Ferme da un anno (i matrimoni, già in calo di per se stessi, sono stati per la maggior parte spostati dal 2020 al 2021 ma alcuni sono proprio stati annullati) le attività che ruotano attorno al wedding vedono con crescente preoccupazione avvicinarsi la primavera e, con essa, il periodo deputato al “fatidico sì”.

Svolta in contemporanea in diverse città italiane, “Insieme per il wedding” ha voluto ricordare che nel 2019, in Italia si erano svolti oltre 360.000 eventi privati di medio-grandi dimensioni (ossia, con almeno 40 partecipanti) diventati il 90% in meno nel 2020.

Alla manifestazione di Cosenza, molto composta come si conviene a chi fa delle cerimonie il proprio lavoro e limitata nelle presenze proprio per evitare assembramenti, intervenuti ristoratori, fioristi, fotografi, musicisti, wedding planner, gestori di sale ricevimenti per chiedere un protocollo per tornare a lavorare in sicurezza.