Ven 17 Set 2021

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Regionali, Giudiceandrea lascia il Pd e si schiera con de Magistris

1) Giudiceandrea lei si è battuto molto per un nuovo Pd ma ora si candida con De Magistris. Cosa vuol dire?

Vuol dire che la lotta per tentare di cambiare il Partito democratico dall’interno è una lotta impari. Non c’è riuscito Zingaretti che si è dimesso dopo aver gestito in maniera esemplare la crisi della pandemia ma si è dovuto arrendere all’eccesso di correntismo connaturato al Pd. Io avevo aderito al Partito democratico convintamente proprio in virtù del progetto di piazza grande, venuto meno il quale non mi pare si sia data continuità a quel progetto di rinnovamento non solo generazionale ma di impostazione e di liturgie che avevamo desiderato. Di fatto c’è uno scollamento evidente di questo partito dalla realtà e lo dimostra il fatto che in Calabria noi abbiamo un candidato di centrosinistra che si era proposto e che era già all’interno di tutte le case dei calabresi, perché conosciuto, stimato ed ammirato.
Ma per delle paturnie locali, e soprattutto campane, gli attuali dirigenti nazionali del Pd sono stati convinti a puntare su “altri”, fino a reperire la vittima sacrificale da immolare sull’altare della sconfitta per tentare di ottenere un’altra sconfitta, quella di De Magistris. Ma non ci riusciranno: aumentano ogni giorno le persone in carne ed ossa, anche e soprattutto liberal, moderati, persino di destra, che ne hanno piene le tasche e uniti voglio votare solo per De Magistris. È allo stato molto avanzato una lista progressista, democratica fatta di donne e uomini pronti ad impegnarsi su questa strada.

2) Vede possibile un’alleanza De Magistris-Bruni? Se no, perché?

Ha detto bene De Magistris: la Bruni sarebbe stata un’ottima figura all’interno del nostro  schieramento. De Magistris era ed è già in campo da diversi mesi, sta girando in lungo e in largo la Calabria. Era ed è un candidato già pronto, presente nel cuore e nelle case di centinaia di migliaia di calabresi pronti a votarlo. Gli stessi calabresi che non si capacitano non tanto dell’avversione nei confronti del sindaco di Napoli di una parte minoritaria di esponenti del Pd calabrese, quanto del perché Conte e Letta abbiano preferito andare verso un inevitabile tonfo portando con essi una residuale parte di iscritti e simpatizzanti. Uniti avremmo stravinto.
Ci toccherà vincere senza quella parte minoritaria del Pd e del M5s calabrese che oramai non vota più nessuno.
Magari se qualcuno avrà l’amabilità di portare Letta per strada e fuori dalla solita claque, potrebbe rendersi conto che lo stanno portando per mano verso la sua prima, sonora sconfitta elettorale, a seguito della quale sicuramente partiranno le richieste di dimissioni per far posto (chissà), a qualcuno che dalla Campania di De Magistris proprio non vuol sentir parlare ed ambisce a nuove collocazioni prestigiose a prossima scadenza di mandato.


3) Perché ha la volontà di ritornare in consiglio regionale?

La volontà di tornare in consiglio regionale non è il mantra, non è il motivo per il quale io ho dato la mia disponibilità a Luigi De Magistris per la sua elezione a presidente della nostra regione. È Luigi che mi ha chiesto di candidarmi in una delle sue liste e stiamo valutando come meglio collocare la mia figura per poter dare un contributo onesto e fattivo, portando all’interno di questo movimento uomini e donne che hanno stima di Giuseppe Giudiceandrea e che vedono in Luigi De Magistris un uomo che può realmente sbaragliare il campo, sparigliare la partita e cambiare la storia della nostra regione. Poi se Giuseppe verrà eletto o meno è, come ho sempre detto, un incidente piacevole per il sottoscritto, perché avrei l’opportunità di dare continuità a tutta quanta una serie di progetti iniziati e non portati a termine, dando vita ad altre battaglie per  migliorare le condizioni di vita della nostra terra e nella nostra regione.