Sab 25 Set 2021

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Ospedale di Cosenza: sempre peggio. Un anno di attesa per una risonanza

Nel “Gattopardo” di Tomasi di Lampedusa c’è una verità calabrese: tutto cambia perché nulla cambi. E ci risiamo. All’Ospedale civile dell’Annunziata di Cosenza proseguono i disservizi. Le liste d’attesa per fare un esame diagnostico o una visita continuano ad essere interminabili. La denuncia arriva all’indirizzo di posta elettronica della nostra redazione.

La barzelletta è (se l’argomento non fosse delicato verrebbe da ridere!) che proprio dal nosocomio bruzio partono spesso le campagne prevenzione: “la prevenzione puntuale è importante”!  Ma ora bando alle ciance,  arriviamo al punto.

All’Ospedale dell’Annunziata di Cosenza per effettuare una risonanza magnetica ci vorrà un anno o poco meno.

Una situazione con cui devono fare i conti i pazienti cosentini che hanno necessità di sottoporsi a dei controlli medici, spesso anche importanti. A raccontare la propria odissea, una delle tante che si verificano a Cosenza, è un giovane cosentino. Quando si è presentato al Cup della Asl della città dei Bruzi per chiedere un appuntamento come prescritto dal medico a causa di problemi di salute, si è sentito rispondere che la prima disponibilità per essere sottoposto alla risonanza magnetica era per la prossima estate, luglio 2022!

La soluzione sono i privati. “Probabilmente sarò costretto a rivolgermi a un centro privato pagando tutto di tasca mia”, ha spiegato il giovane, “perché se dovessi veramente attendere tutto questo tempo per capire che cosa ho, nella migliore delle ipotesi non ce ne sarebbe più bisogno perché sarei già guarito, nella peggiore potrei anche essere morto”. Ma quello che è capitato al paziente di Cosenza non è uno dei casi più estremi. Infatti c’è anche chi, dopo essersi rivolto al Centro unico di prenotazione dell’azienda sanitaria, ha ottenuto il primo appuntamento utile alla fine dell’anno 2022. Considerando che siamo ancora al mese di agosto, si parla di  15 o 16 mesi di attesa.

E’ vero anche che, per questo tipo di prestazioni si potrebbero accorciare i tempi d’attesa con una certificazione di urgenza prescritta dal medico di famiglia, ma sarebbe possibile ottenerla solo dopo accertamenti radiografici, quindi? E’ come un cane che si morde la coda e nel frattempo i pazienti sono costretti a guardare inermi l’insormontabile barriera all’accesso al sistema sanitario pubblico.