Dom 24 Ott 2021

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Sanità pubblica sempre peggio, per una eco ginecologica ci vuole il 2022

“Gli effetti dovuti​ alla pandemia da Covid 19 hanno provocato un’emergenza sanitaria anche in Calabria, qui si è sentita ancor di più rispetto al resto del Paese, perché la sanità in Calabria è commissariata da 12 anni con tutte le conseguenze che ne derivano”.

Questa la riflessione, non a cuor leggero, della candidata al consiglio regionale della Calabria, nella lista “ Coraggio Italia” circoscrizione Nord, Katia Ianni.

E mentre i quotidiani bollettini ci aggiornavano e ci aggiornato sull’andamento del contagio da covid, che a dire il vero è calato grazie alle vaccinazioni,​ siamo stati colpiti da altre emergenze, vale a dire la scarsa se non assoluta prevenzione di altre malattie che purtroppo hanno continuato il loro decorso.

“Oggi da donna, continua la Ianni, ​ voglio parlare della mancanza di prevenzione che le donne hanno, purtroppo, ​ nei confronti di malattie che riguardano la sfera ginecologica. Basti pensare che all’Ospedale di Castrovillari per una Eco programmabile, ci vuole l’anno nuovo. Questo perché ​ il macchinario è rotto dall’estate 2017 e nonostante la professionalità delle ginecologhe, non si riesce a fare una diagnosi completa dal momento che è fondamentale riuscire a fare una eco in tempi rapidissimi. Invece le pazienti vengono dirottare nel reparto di ostetricia e ginecologia. Anche qui ci sono ottimi professionisti ma, un solo ecografo, che serve per le partorienti, in primis, e poi per tutte le altre. Quindi i tempi si allungano, considerato anche il bacino di utenza che il nosocomio deve soddisfare. Possibile che dal 2017 non si è riusciti a riparare o a sostituire il macchinario? Beh, se avrò la possibilità di entrare in Consiglio Regionale, sarà questo uno dei punti sul quale mi batterò con tutte le mie forze. Naturalmente questo riguarda solo Castrovillari ma, tanti sono i disservizi che si registrano, purtroppo in altri nosocomi”.