Lun 23 Mag 2022
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Laghi di Sibari, “Underworld”: l’iniziativa di Legambiente per ripulire i fondali dalla plastica

Grande partecipazione ieri per “Underworld”, l’iniziativa nata dal Circolo Legambiente di Corigliano Rossano, in collaborazione con Legambiente Calabria; l’Associazione Italiana Sicurezza Ambientale – Nucleo Nazionale Sommozzatori (AISA), con il patrocinio del Comune di Cassano allo Ionio e l’adesione della Associazione Laghi di Sibari, della Lega Navale, sezione Laghi di Sibari e sezione Mirto, del WWF e della LIPU.

“Legambiente torna nei Laghi di Sibari – ha detto la presidente Anna Parretta– dopo il monitoraggio effettuato a settembre, con una iniziativa di pulizia dei fondali nell’ambito della campagna “Puliamo il mondo” che ha registrato decine di eventi in tutto il territorio regionale. Abbiamo voluto porre elementi di attenzione e riflessione su uno dei luoghi calabresi a più alta vocazione turistica e sul grave problema delle plastiche abbandonate sui fondali. In particolare, per quanto riguarda le reti utilizzate in miticoltura, negli scorsi  anni, le indagini di  Legambiente e diversi progetti sperimentali di Fishing for litter, hanno monitorato una quantità enorme di questo genere di rifiuti “pescati” nelle acque o ritrovati sugli arenili.

La nostra associazione continua a chiedere l’approvazione della legge “SalvaMare” che consentirà ai pescatori il recupero dei rifiuti pescati accidentalmente ed il  corretto smaltimento. Continueremo a monitorare la situazione dei laghi di Sibari e di altri luoghi a rischio per tenere sempre alta l’attenzione sul rispetto e la tutela dell’ambiente  e per garantire uno sviluppo turistico ecosostenibile”.

Ambientalisti e volontari hanno percorso lo specchio d’acqua dei Laghi sulle imbarcazioni degli armatori aderenti all’iniziativa, mentre i sommozzatori si sono immersi nelle acque per svolgere le operazioni di recupero e di monitoraggio.

Paolo Palladino, presidente dell’AISA, sezione di Satriano (CZ), ha dichiarato che “il gruppo dei sommozzatori ha perlustrato 100 mt quadri di fondale e recuperato alcuni materiali plastici, tra i quali anche pezzi di reti in materiale plastico. Osservati diversi granchi blu, specie non endemica ed invasiva. Purtroppo la visibilità era molto scarsa: 20/ 30 cm al massimo. Purtroppo in questa stagione non era possibile effettuare ulteriori indagini per la presenza di fango”.