Mer 19 Gen 2022
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Le opere del genio di Banksy approdano in Calabria

Arriva in Calabria a Reggio Calabria la forza espressiva di Banksy, l’artista originario di Bristol, che nessuno ha mai visto e di cui nessuno conosce il volto. “BANKSY sullo Stretto. Arte e Impegno Civile” è un progetto espositivo a cura di Stefano Antonelli e Gianluca Marziani, prodotto e organizzato da MetaMorfosi Eventi in collaborazione con la Città Metropolitana visitabile dal da domenica 5 dicembre 2021 fino a sabato 26 febbraio 2022 al Palazzo della Cultura di Reggio Calabria.

A parlare di questo singolare autore saranno le sue opere.
Serigrafie che sono diventate un culto tra i collezionisti internazionali, veri e propri oggetti che delineano i protagonisti dell’immaginario banksiano.

Saranno in mostra una selezione delle sue serigrafie, quelle che lo stesso autore considera tracce fondamentali per diffondere i suoi messaggi etici. Immagini che hanno decretato il successo planetario di un artista tra i più complessi, geniali e intuitivi del secolo. Tra queste una delle icone della produzione dell’artista britannico: Love is in the Air, un lavoro su carta che riproduce su fondo rosso lo stencil apparso per la prima volta nel 2003 a Gerusalemme, raffigurante un giovane che lancia un mazzo di fiori.

Tra le altre opere in mostra anche Love Rat dove un topo, uno dei soggetti preferiti dell’artista inglese, è rappresentato con un grande pennello in mano mentre ha terminato di tracciare il contorno di un cuore rosso su un muro invisibile. E ancora: Bomb Love (serigrafia del 2003 conosciuta anche come Bomb Hugger cioè colei che abbraccia la bomba) che è invece un’immagine che è stata pubblicata in 750 copie serigrafiche da Pictures On Walls, proprio durante le manifestazioni in Gran Bretagna per criticare l’intervento congiunto con gli Usa contro l’Iraq. Su uno sfondo rosa pop, una bambina abbraccia una bomba come se stesse abbracciando un orsacchiotto. L’artista sta parlando della guerra nella versione fornita dai governanti e dai media allo scopo di giustificare l’attacco all’Iraq, ovvero, una guerra per ‘esportare la democrazia’”.