Dopo i negoziati di Istanbul che – pur lontani dall’essere risolutivi – hanno gettato le basi per una trattativa concreta, si registrano ancora esplosioni nei pressi di Kiev.
Intanto, sulle mine navali che galleggiano sul Mar Nero, Russia e Ucraina si sono scambiati accuse vicendevolmente. Una mina navale di 50 centimetri di diametro è stata fatta detonare dagli sminatori della marina romena.
Secondo l’esercito di Mosca, gli ordigni sono stati piazzati dai militari ucraini per difendere le coste ma una tempesta li avrebbe disancorati e fatti andare alla deriva. Il ministero degli esteri di Kiev replica accusando l’esercito russo di aver usato mine ucraine di cui si era impadronito dopo l’annessione della Crimea nel 2014 e di averle liberate in mare per screditare l’Ucraina agli occhi dei partner internazionali.



