Non può che essere assolutamente stigmatizzato quanto accaduto nel posticipo della trentacinquesima giornata del girone C di serie C. Il Catanzaro, in un match delicatissimo, ha travolto il Foggia, espugnando lo Zaccheria con il risultato di 6-2; tre punti che catapultano i giallorossi al terzo posto e che lasciano invece il Foggia all’ottavo posto a quota 48.
I fatti – A metà del secondo tempo, un tifoso foggiano è entrato in campo per schiaffeggiare il giallorosso Iemmello, autore di una doppietta, con l’arbitro costretto a sospendere la partita. Scene di follia e di violenza nonostante il match non fosse partito male per il Foggia che al 6′ si trovavano in vantaggio. Ma, evidentemente la reazione immediata del Catanzaro che un minuto dopo pareggia e al 25′ sorpassa la squadra avversaria, ha scosso la psiche (labile) di qualche tifoso pugliese!
La tensione cresce e anche in campo si palesa: espulsione di Sciacca per un fallo su Biasci, rossoneri in 10. Ne approfitta il Catanzaro che al 39′ realizza anche il terzo gol con Vandeputte dopo un azione personale. Ma gli ospiti chiudono la frazione col poker di Iemmello e il risultato segna 4-1, per il Catanzaro. Nella ripresa il Foggia prova a reagire ma subisce il quinto gol da Bisci: è in questo momento che si consuma una scena raccapricciante. Alcuni presunti tifosi entrano sul terreno di gioco dello “Zaccheria” in cerca di Pietro Iemmello. Invasioni di campo, insulti, tentate aggressioni, lancio di fumogeni e bottigliette.
I teppisti sono stati bloccati appena in tempo, mentre i compagni di squadra facevano muro intorno al centravanti. Minacciato addirittura di morte, avrebbero indicato la gola in modo inequivocabile; lo hanno accerchiato e tentato di schiaffeggiarlo.
Una situazione inverosimile, inconcepibile da vedere su un campo di calcio. Qualche minuto dopo, sul 6-1 (il Foggia segnerà un altro gol, prima della fine), Iemmello è stato sostituito tra i fischi: è stato costretto a rientrare negli spogliatoi da solo, tra le lacrime e scortato dagli agenti della Digos, per impedire un altro tentativo di aggressione all’ex Re.
Una seconda invasione di campo ha segnato questa gara assurda, durata 105 minuti, e conclusasi tra violenza e minacce sul 6-2 per il Catanzaro.



