“C’è un evidente problema per i portatori di disabilità e per il loro sacrosanto utilizzo dei parcheggi riservati nella città di Cosenza. Una situazione che si è puntualmente verificata anche ieri, nei pressi dello stadio, in occasione della gara contro il Pordenone!.”
Lo afferma Davide Bruno, coordinatore cittadino della Lega. «Sono state comminate multe a cittadini in possesso del regolare permesso riservato ai disabili, per avere intralciato il traffico – dice Bruno- in assenza dei posti loro riservati per legge. Ricordo a me stesso – continua Bruno – che il nuovo codice della strada, alla cui approvazione la Lega ha contribuito fortemente, punisce con dure sanzioni chi occupa i posti riservati ai disabili”.
“Una situazione che a Cosenza si verifica, purtroppo, anche in altre zone della città. Un altro elemento importante è la grave carenza di agenti di polizia municipale – prosegue Bruno- che certo è addebitabile all’impossibilità di assumere nuovi vigili, dopo i continui pensionamenti di questi anni.
Chiediamo, però, all’amministrazione comunale-conclude Davide Bruno – di utilizzare al massimo gli agenti disponibili, sulle strade, e di aprire, se possibile, un bando per la mobilità da altre amministrazioni. La vivibilità di una città passa anche da queste cose”.
Il caso era stato sollevato ieri sera su Facebook da Roberto Giacomantonio, tifoso del Cosenza, multato dagli agenti della polizia municipale.
“Abbiamo predicato un’intera stagione per godere del sacro santo diritto di poter parcheggiare l’auto con il pass disabili in prossimità dello stadio per vedere la partita. Ovviamente il solito silenzio da parte di tutti. Autorità e addetti ai lavori parcheggiano tranquillamente in aree riservate, i disabili no. E’ inutile spiegare che questa cosa non succede in nessuno stadio d’Italia.
Ebbene, oggi con tanto di pass disabili esposto, sono stato multato per aver intralciato il traffico. E’ vero l’ho intralciato, come almeno altre 100 auto, con la differenza che io come alternativa dovevo scegliere tra la multa o tornare a casa. Mi pare si chiami discriminazione ma non ne sono certo. Ai valenti tutori della legge, li pregherei di riservare la stessa attenzione e solerzia nel controllo dei posti disabili sparsi in città e frequentati da chiunque, cascette e bidoni compresi”.



