Sab 25 Giu 2022
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Non si trova personale neppure per i lidi balneari, colpa del reddito di cittadinanza?

La denuncia delle aziende e dei datori di lavoro continua a mettere sotto pressione i percettori del Reddito di Cittadinanza. Secondo gli imprenditori, infatti, le aziende, specie quelle del Sud, sarebbero a rischio chiusura per mancanza di personale.

La polemica è aperta: ma la colpa è davvero dell’RDC?

In Calabria si registrano problematiche di reperimento del personale proprio in quei settori come i lidi balneari e la ristorazione, cruciali in una regione a vocazione turistica. Varie sono le motivazioni che portano a una situazione che in primis crea difficoltà a chi gestisce lidi e ristoranti e in secondo luogo può portare a danneggiare complessivamente la regione, che nei mesi estivi (quando potrebbe finalmente tornare un buon flusso turistico di visitatori italiani e stranieri) dovrebbe poter mostrare il suo migliore volto. E invece titolari delle attività si trovano ora a dover fare i conti anche con questo problema.

Come se non bastassero le difficoltà che hanno affrontato in due anni caratterizzati dalla pandemia di Coronavirus e con essa dalle restrizioni, dalle chiusure e dalla forte diminuzione del turismo. Particolarmente preso di mira da chi gestisce attività è la misura del reddito di cittadinanza. Che a detta di molti esercenti ha creato un effetto opposto: tanti si “accontenterebbero” dei soldi che in questo modo arrivano facilmente dallo Stato e quindi non andrebbero a cercarsi un lavoro. Anche per questo motivo verrebbero quindi rifiutate le possibilità di lavorare da stagionali, proprio in occasione dei mesi di maggiore affluenza turistica.

“Io non sono riuscita a trovare gli stagionali per i prossimi mesi – afferma un gestore di un lido in Calabria – Mi sono arrivati cinquanta curricula ma al momento dei colloqui con tutti sono sorti dei problemi. C’era chi prendeva tempo, tanti esitavano. Una situazione come questa non l’avevo mai vissuta. Credo che ci siano varie spiegazioni e motivazioni al riguardo: da una parte c’è il reddito di cittadinanza, che così come viene applicato è a mio avviso eticamente sbagliato e squallido. In questo modo arrivano soldi facili a casa senza dover faticare ed impegnarsi. Ma è bruttissimo vedere un giovane che se ne rimane a casa senza lavorare accontentandosi del reddito di cittadinanza”.