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Cosenza, tornano ad incrociare le braccia i lavoratori dell’AMACO

«Lunedì 30 maggio torneranno ad incrociare le braccia i lavoratori dell’AMACo S.p.A. Questa nuova astensione è radicata ad alcune tematiche del lavoro che devono necessariamente trovare immediata soluzione.

Parliamo, in particolare, della mancata osservanza dell’accordo sul sussidio Covid per il periodo gennaio/agosto 2020, della mancata liquidazione di alcune somme e di altri benefit previsti dal contratto integrativo aziendale, della mancata liquidazione di arretrati dovuti ai lavoratori a titolo di assegni familiari, nonché del mancato riconoscimento dell’una tantum collegata al periodo di vacanza contrattuale nazionale».

Lo affermano in una nota i sindacalisti Francesco Bruno (segretario) e Francesco Antonio Sibio (componente esecutivo) di Faisal Cisal Calabria.

«Tali problematiche, che di per sé comportano ai lavoratori non poche difficoltà, sono state accompagnate dal ricorso al Fondo bilaterale di solidarietà (cassintegrazione) da parte di AMACo, che riteniamo ingiustificato e motivo di ulteriore preoccupazione per le sorti salariali dei dipendenti.

Non possiamo accettare che una classe operaia già duramente provata da tutti gli effetti provocati dalla Covid-19, di natura lavorativa e salariale, continui ad essere bersaglio di politiche aziendali che finiranno con l’aggravare una situazione già estremamente difficile» si legge nel comunicato.

«In AMACo vorremmo si parlasse di politiche di rilancio e di interventi diretti a promuovere una nuova stagione aziendale, di concerto tra tutti gli attori che hanno a che vedere con il settore e, in particolare, con i servizi eserciti proprio dalla municipalizzata di Cosenza.

Siamo invece costretti ad assistere ad un lento stillicidio, causato da continui rimpalli di responsabilità e competenze, che alla fine non produrrà nulla di positivo per i lavoratori di AMACo».