Un altro bellissimo posto in Calabria. Il drone sorvola la riserva naturale regionale del Lago di Tarsia, uno spettacolo. In alcune parti della regione, come in quella della sibaritide, è ancora diffusa la credenza secondo la quale questo fiume un tempo fosse navigabile. Ai giorni d’oggi, però, sembrerebbe poco credibile poichè a vista appare troppo poco profondo.
Tuttavia, lo scenario che si presenta è meraviglioso. L’area intorno al lago presenta aspetti e morfologie tipiche delle zone paludose, con la presenza di specie di rettili e di uccelli di palude, offre ospitalità e rifugio a molti uccelli migratori fra cui gli aironi cenerini, le gru, le garzette, i germani, le gallinelle d’acqua, gli svassi.
Queste caratteristiche, ritenute di elevata importanza, hanno spinto all’istituzione, avvenuta nel 2000 da parte della regione Calabria su proposta dell’associazione ambientalista Amici della Terra Italia nel 1990, della riserva naturale Tarsia, oasi naturalistica di pregio ambientale. La Riserva presenta rive e colline a macchia mediterranea incontaminata e scarsamente antropizzata, costituita spontaneamente da leccio, olmo, tamerice, e corbezzolo.
Situata in provincia di Cosenza, nei comuni di Tarsia e Santa Sofia d’Epiro, la riserva occupa una superficie di 450,00 ettari ed è stata istituita nel 1990. Il lago venne realizzato nel 1959, con lo scopo di creare un bacino idrico in funzione delle aree della Piana di Sibari nei periodi di massima siccità. Per realizzarlo venne creata una diga nel punto più stretto della vallata che oggi ospita il lago, chiamato “Strette di Tarsia”, attraverso lo sbarramento del fiume Crati.



