HomeCostume & SocietàAmbienteLegambiente: Calabria ai primi posti per...

Legambiente: Calabria ai primi posti per inquinamento e abusivismo lungo le coste

Cemento illegale, inquinamento e mala depurazione, pesca di frodo mettono sotto scacco il mare italiano e le aree costiere. Il rapporto “Mare Monstrum 2023” stilato da Legambiente è una fotografia preoccupante su cui, per l’associazione ambientalista, è urgente intervenire.

Nel 2022 a farla da padrone è il ciclo illegale del cemento (dalle occupazioni di demanio marittimo alle cave illegali, dagli illeciti negli appalti per opere pubbliche fino all’abusivismo edilizio) che da solo rappresenta il 52,9% dei reati (per un totale di 10.337), seguito dai diversi fenomeni d’illegalità (mala-depurazione e smaltimento dei rifiuti in particolare) che Legambiente classifica con la voce “mare inquinato” con 4.730 illeciti penali; con 3.839 casi la pesca di frodo si classifica al terzo posto tra le violazioni più frequenti. Cui si aggiungono le 624 le violazioni del Codice della navigazione relative alla nautica da diporto, anche in aree protette: un dato in netta crescita rispetto ai 210 del 2021 (+197,1%).

Le regioni più colpite

Il 48,7% dei reati è stato accertato nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa: Campania, seguita da Puglia, Sicilia, Lazio e Calabria (con 1.490 reati accertati). Per quanto riguarda la classifica delle infrazioni per km di costa la Basilicata si conferma come prima regione come numero di reati e illeciti amministrativi accertati (32,7 per ogni km) seguita quest’anno dall’Emilia Romagna, con 29,1 infrazioni (era al quarto posto nel 2021), dal Molise (28), dall’Abruzzo (27,8) e dal Veneto, con 24 reati e illeciti amministrativi per ogni chilometro.

La maladepurazione resta una delle principali emergenze croniche da affrontare. Ancora oggi, infatti, sono quattro le procedure d’infrazione decise dall’Unione europea e attive nei confronti dell’Italia in tema di collettamento, fognatura e depurazione. Nelle scorse settimane, dopo mesi di inspiegabili ritardi, è stato nominato il nuovo commissario straordinario per la depurazione. Secondo Legambiente all’Italia serve un piano nazionale per la depurazione con più risorse economiche e il completamento veloce degli interventi sulla rete.