Gio 7 Dic 2023
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L’albero della “manna” in Calabria: storia e mistero di un tesoro naturale – FOTO

L’albero della manna è una pianta che produce una sostanza dolce e benefica, usata fin dall’antichità come dolcificante e medicinale. Ma dove si trova questo albero meraviglioso? E come si ottiene la manna?

In questo articolo vi raccontiamo la storia e le caratteristiche dell’albero della manna in Calabria.

Cos’è la manna e da quale albero si ricava

La manna è una resina naturale commestibile che si ricava dall’albero del frassino, in particolare in tre determinate specie: il fraxinus excelsior, il fraxinus ornus (quella più idonea alla produzione) e il fraxinus angustifolia (con la sottospecie oxycarpa presente in Sicilia). Il frassino è un albero di medie dimensioni, con foglie composte da 5-9 foglioline e fiori bianco panna profumati in pannocchie.

Infiorescenza dell’albero della manna (Fraxinus ornus L.)
Infiorescenza dell’albero della manna (Fraxinus ornus L.) – Image source

Il frassino ornamentale o orniello (fraxinus ornus) è originario dell’Europa meridionale e dell’Asia sud occidentale, e cresce bene in terreni freschi, ben drenati e ricchi di humus. Il clima ideale per il frassino è quello temperato, con temperature minime di -20/-15 °C.

La manna si ottiene facendo delle incisioni nella corteccia dell’albero, da cui fuoriesce un liquido zuccherino che si solidifica a contatto con l’aria. Questo liquido può anche trasudare naturalmente dal tronco e dai rami, senza bisogno di provocarne lo stillicidio. La manna si raccoglie solitamente tra luglio e agosto, quando il caldo favorisce la sua produzione. Esistono diversi tipi di manna, a seconda della modalità di raccolta e della purezza.

La più pregiata è la “manna in lacrime”, che si forma in piccole gocce cristalline sul tronco e sui rami. La più comune è la “manna comune”, che si deposita sulle foglie stese a terra per accoglierla nella sua caduta. La manna ha un sapore dolce e gradevole, simile al miele, e contiene vari zuccheri, tra cui il mannitolo, il glucosio e il fruttosio. La manna ha anche proprietà lassative, emollienti, antinfiammatorie e antibatteriche.

La storia della manna in Calabria

La manna è una sostanza nota fin dai tempi biblici, quando secondo la tradizione venne elargita da Dio agli israeliti durante il loro esodo nel deserto. Il termine manna deriva dal latino manna, dal greco μάννα (manna) e a sua volta dall’ebraico antico מן (man hu? = quid est hoc = che cos’è questa cosa?).

Nel corso dei secoli, la manna è stata usata come alimento, come medicina e come simbolo religioso. La manna compare anche nella letteratura botanica antica, dove viene descritta come un miele che cade dal cielo o come una polvere cinerea che si deposita sugli alberi.

manna albero

La manna pare che sia comparsa per la prima volta in Sicilia nel periodo della dominazione araba, ed infatti in un documento del Vescovo di Messina datato 1080 viene citata la manna. Successivamente, la manna si diffuse anche nell’Italia centro-meridionale, dove veniva coltivata in grandi quantità, specialmente da alcune comunità arabe della Calabria in provincia di Cosenza.

La Calabria era una delle maggiori produttrici di manna, tanto che nel 1786 Johann Heinrich Bartels scriveva che nella provincia di Cosenza si raccoglievano ogni anno circa 2000 cantari (circa 100 tonnellate) di manna.

La manna calabrese era molto richiesta e apprezzata sia in Italia che all’estero, dove si vendeva come dolcificante naturale e regolatore intestinale. La manna era anche usata in campo medico, per curare la tosse, l’infiammazione epatica, la gotta, il petto e il ventre.

L’albero della manna in Calabria è quindi una pianta che racchiude una storia antica e affascinante, che merita di essere conosciuta e valorizzata.