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De Rose e Rende cambia Rende intervengono sulla città unica

“Il tema della città unica è comprensibilmente il più discusso ormai da molti mesi e dopo l’avvio dell’iter della Legge Regionale il dibattito sulla citta’ unica è tornato ad imporsi all’attenzione dei cittadini dei tre comuni interessati e non soltanto. Politica, movimenti e associazioni in ogni territorio hanno preso posizione e le iniziative favorevoli o contrarie al comune unico hanno assunto la veste di comitati del si o di comitati del no, un po per scelta dei promotori e un po’ per esigenze di semplificazione giornalistica”, scrivono in una nota Massimiliano De Rose, ex consigliere comunale di Rende, Pierpaolo Attanasio, Mara Burgo, Maurizio Cannata, Maria Virginia De Rose, Domenico De Vico, Giovanni Leone, Roberto Mandala, Martina Senatore, Italo Scalese e Carlo Senatore di “Rende Cambia Rende”

“Anche a Rende, soprattutto a Rende, il tema della città unica è divenuto quello intorno al quale esponenti politici locali, associazioni, movimenti e cittadini di orientamento politico e storia personale assai diversi, se non anche in storica contrapposizione, si sono ritrovati a condividere la medesima posizione di sostanziale contrarietà alla fusione. Una contrarietà rivolta al metodo ovvero alla Legge regionale ritenuta in estrema sintesi “antidemocratica”, al contempo più diffusa appare invece la consapevolezza che il percorso verso la città unica, seppur diversamente articolato, rimane un processo da affrontare comunque, essendo da tutti (o quasi) considerato naturale ed ineludibile”, spiegano.

“Occorre allora muovere proprio da questa consapevolezza piu’ largamente diffusa nei territori per approcciare alla questione evitando ogni rischio e tentazione di strumentalizzare il tema e farne un uso propagandistico, localistico, inevitabilmente divisivo, se si vuole porsi alla ricerca della sintesi migliore. L’approccio al tema della città unica, inoltre, impone valutazioni più ampie rispetto a quelle, pur legittime, che si svolgono all’interno dei singoli territori. Occorre alzare lo sguardo e guardare oltre i confini comunali e cogliere anche cio’ che nel frattempo si muove soprattutto fuori dalla nostra area urbana, guardare a quali processi sono in atto anche in ambito regionale. Concentrarsi e dibattere solo sui riflessi interní alle nostre comunita’ è assai riduttivo, poco lungimirante e anche piuttosto rischioso. La Calabria ha perso in meno di 10 anni oltre 100mila residenti, la provincia di Cosenza si prevede nei prossimi 10-15 anni scenda sotto i 600mila; Corigliano-Rossano è già la città piu’ popolosa della provincia; Lamezia Terme per la sua centralita’, l’aereoporto, la logistica, diventa sempre più attrattiva ed ha appena avviato con Catanzaro un ragionamento d’area urbana; Reggio Calabria, gia’ città metropolitana e dei Bronzi di Riace, aumentera’ esponenzialmente le sue opportunità nei prossimi anni con il ponte sullo stretto, con l’alta velocita’ ferroviaria e con il terminal del turismo crocieristico di prossima realizzazione da parte di MSC nel vicino porto di Messina.

Sono soltanto pochi esempi di ciò che gia’ sta accadendo intorno a noi, molto vicino a noi, e che anche quando si parla di città unica Cosenza-Rende-Castrolibero (e di tutto il suo hinterland) di bisognerebbe tenere assolutamente conto. La città unica non è detto che possa contribuire a risolvere i problemi delle nostre singole comunità o che possa da sola ritenersi l’antidoto alla perdita di attrattivita’ e centralita’ che i nostri territori rischiano di subire assai pesantemente nei prossimi anni, ma certamente parlare di citta’ unica ci impone anche di alzare lo sguardo e cogliere i fenomeni gia’ in atto fuori dai nostri confini. Cio’ che è certo che la nostra area urbana ha urgente necessità di proprorsi sulla scena regionale e nazionale in maniera sempre più autorevole, più efficace e di promuovere tutte le molteplici risorse del territorio in modo “unitario e strategico”, per essere attrattiva nella prospettiva di un prossimo futuro più rassicurante. In questa visione d’insieme che ruolo può avere l’istituzione della città unica e in quale strategia di rilancio dei territori si contestualizza?”, si chiedono.

Questa riflessione, e la risposta a questa domanda, “varrebbe forse la pena premettere ad ogni ragionamento sull’opportunità o meno di costituire la “grande città” e nel caso di come arrivarci al meglio. Proprio oggi è prevista la seduta di presentazione del tanto atteso “studio di fattibilità” nella Prima Commissione del Consiglio Regionale, presto avremo tutti occasione di conoscere, valutare ed esprime un giudizio di merito, riportando ogni confronto sul tema alla concretezza, anche dei numeri. Dovremmo tuttavia essere capaci di leggere i dati del piano, guardando oltre la somma dei numeri, oltre noi stessi e tenere conto del contesto nazionale, regionale e provinciale, interpretando quelle dinamiche esterne ai nostri territori con le quali saremo chiamati, in ogni caso, a fare i conti.

Neppure bisogna trascurare che il primo e più difficile degli obiettivi da cogliere nel percorso è, e rimane, non solo quello di creare le condizioni affinché l’obiettivo possa essere più largamente condiviso, ma anche quello di fare il necessario perché diventi una ragione di orgoglio per tutti allo stesso modo, un’occasione di rilancio, l’ambizione collettiva di quella che deve voler diventare prima di tutto una “grande comunità”, assicurano Massimiliano De Rose e quelli di Rende Cambia Rende.