HomeTurismoLo splendido gioiello calabrese che rigenera...

Lo splendido gioiello calabrese che rigenera spirito e mente

Il turismo religioso ha come principale obiettivo la visita a luoghi sacri, non solo per motivi legati alla fede, ma anche per apprezzarne la bellezza artistica e culturale. Non va quindi confuso con il pellegrinaggio che, invece, è un viaggio compiuto esclusivamente per devozione, ricerca spirituale o penitenza.  Questa tipologia di turismo, infatti, può essere accessibile non solo ai credenti di una religione intesa come forma devozionale tradizionale, ma anche ai non praticanti, di ogni età, fede o nazionalità.

Tra le mete del turismo religioso da non perdere assolutamente in Calabria è il santuario di Santa Maria delle Armi a Cerchiara di Calabria .

Il complesso monumentale, di origine medievale, si trova alle pendici del monte Sellaro, anche noto come monte santo, a 1015 m s.l.m. con vista sulla pianura di Sibari e sul golfo di Taranto.

Secondo la leggenda, dei cacciatori all’inseguimento di una cerva rinvennero delle icone lignee raffiguranti gli Evangelisti all’interno di una grotta. Le icone, trasportate in paese più volte, continuarono a sparire per ricomparire puntualmente nel loro posto di origine, finché la comunità non decise di edificare una cappella per la loro conservazione proprio all’interno della grotta del rinvenimento. Si narra anche che durante la costruzione della cappella uno scalpellino, rompendo una pietra, trovò al suo interno altre immagini sacre bizantineggianti, una della Madonna col Bambino ancora conservata e una, in seguito trafugata, di San Giovanni Battista. Ampliatosi nel corso del tempo, presenta una porta lignea intagliata da Silvestro Schifino da Morano Calabro. L’elemento più interessante è la cappella della Madonna scavata nella roccia a pianta circolare, con una volta naturale ad arco schiacciato, rivestita di marmi bianchi con intarsi policromi. Il Santuario nel 1517 fu acquisito dal comune di Cerchiara di Calabria grazie a una bolla episcopale. Fu quindi adibito ad ospitare orfani e indigenti, infatti, oltre alla chiesa, al Palazzo del Duca e all’ospizio dei pellegrini il complesso vanta anche un edificio dedicato ad ospitare gli orfani, da qui i cognomi Delle Armi e Cerchiara. Il Santuario ha mantenuto la sua funzione di Pia Casa di Carità fino alla seconda metà del XIX secolo: la struttura si compone di diverse strutture costruite in pietra locale e in alcune parti scavate nella roccia a cui si addossa. Oggi è posseduto e gestito dalla Fondazione Santa Maria, formata da cinque componenti scelti dal Comune, dalla Diocesi e dalla Regione. Il luogo è da sempre meta di pellegrinaggi e ogni anno, il 25 aprile, vi si festeggia la celebrazione religiosa della Madonna delle Armi, cui accorrono numerosi fedeli.

Proprio per la sua importanza in questo senso e per la sua valenza storica è ora diventato un luogo del cuore, nella speranza che possa essere maggiormente valorizzato.