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Casali del Manco, “operazione verità” per De Donato sul servizio idrico

“Grazie al consiglio straordinario sulle criticità del servizio idrico ritengo sia stata fatta un’operazione di verità e trasparenza”. La pensa esattamente così Fernando De Donato, consigliere comunale di Casali del Manco.

“Ho notato che l’amministrazione ha fatto tanta propaganda disancorandosi, peraltro, dalle risultanze del tavolo tecnico che ha relazionato sui lavori di captazione delle sorgenti. In effetti, i lavori si trovano ancora allo stato iniziale, anche per via di alcune motivazioni che sono state esplicitate – almeno in parte – dal R.U.P. (aggiornamento del prezziario, varianti in corso d’opera, interlocuzioni con la Sorical, difficoltà riscontrate in corso d’opera)”, afferma De Donato.

A dimostrazione di ciò, “è stato spiegato che il contratto sottoscritto tra impresa aggiudicataria e Comune prevede circa 600 giorni per il completamento dei lavori (circa 2 anni), decorrenti dalla data consegna avvenuta nel novembre 2023. Di conseguenza, i lavori dovrebbero terminare ad agosto 2025. I cittadini hanno dei riferimenti temporali delineati rispetto ai quali possono capire meglio la vicenda in parola, ma soprattutto – credo sia la cosa più importante – valutare come meglio organizzarsi per contenere l’emergenza idrica nei prossimi anni, soprattutto in quelle località che presentano maggiori criticità”, si è aggiunto.

Dunque, “le legittime richieste di chiarimento sui motivi del rilevante ritardo (1 anno dalla consegna dei lavori) erano sicuramente fondate e legittime, con buona pace di chi vorrebbe licenziare il primo consiglio straordinario come una perdita di tempo. Nel corso della discussione ho trovato alcune affermazioni palesemente contraddittorie. Di fatti, danno il senso di non aver ben capito quali sono le sfide, presenti e future, su tale delicata materia, che va sicuramente ben oltre il progetto per cui si è dibattuto. Risultano paradossali le affermazioni sull’ autonomia che il nostro territorio assumerebbe nei prossimi anni per quanto riguarda la gestione della risorsa idrica”, la sua accusa politica.

“Un ‘affermazione grave, perché dimostra la faziosità della notizia e l’inconcludenza di chi non vuole ammettere che tutto ciò non sarà possibile per via dell’imminente subentro di Arrical nella gestione del SII (Servizio Idrico Integrato). La maggior parte delle sfide saranno, invece, disputate all’interno del nuovo ente di governo dove, mi auguro, il nostro comune (anzi la Presila) assumerà un peso politico rilevante, a cominciare dalle elezioni dei suoi vertici. Rispetto alla paventata “autonomia” decantata da qualche assessore, ho riferito già ieri in consiglio, basti pensare ad alcuni comuni – già totalmente indipendenti in termini di gestione del servizio, non hanno ottenuto l’autorizzazione per continuare il servizio in autonomia secondo quanto previsto dal D.lgs 152/2006. ( “i Comuni possono continuare a esercitare in forma autonoma il Servizio idrico integrato in deroga alla gestione unitaria del servizio per Ambiti territoriali ottimali se sussistono le condizioni dell’articolo 147 del Dlgs 152/2006”). Il Comune di Casali del Manco non ha presentato alcunché all’autorità d’ambito; tuttavia, si insiste nel prospettare qualcosa che è impossibile raggiungere in quanto difettano i presupposti di legge”.

E poi, ancora. “Un altro elemento che fa discutere è la sicurezza con cui vengono prospettate le riduzioni delle tariffe del settore idrico a Casali del Manco nel corso di questa consiliatura. Anche qui si dovrebbe fare chiarezza sulla materia delle tariffe. Basta scorgere il documento unico di programmazione approvato dalla giunta (delibera n. 121 del 03/09/2024) dove si capisce chiaramente che sull’assetto tariffario si intende mantenere lo stesso livello di pressione fiscale per il triennio a venire ( “…non sono emersi elementi tali da modificare gli indirizzi attualmente contenuti nel DUP 2024/2026, in riferimento agli anni 2025/2027, e che pertanto gli stessi sono da ritenersi ancora validi ai fini della predisposizione del bilancio di previsione 2025/2027”). Al contrario, ritengo che al subentro imminente della nuova gestione (Arrical -Sorical) vi sarà un aumento sensibile delle tariffe (spero di sbagliarmi), come sta già sta accadendo in diversi comuni. In tal senso, nessuna rassicurazione, nessuna considerazione e nessuna contromisura si è evinta dalla generica(e timida) relazione del sindaco. La prima inesorabile conseguenza dell’attuazione della riforma sul sistema idrico integrato sarà lo svuotamento dell’autonomia a livello locale, a cominciare dall’ impossibilità di programmare, di elaborare un nostro Pef (piano economico finanziario), per finire alla tariffazione (incluso il recapito delle bollette) che non sarà più nostro appannaggio”, spiega De Donato.

“Credo che lo scopo del consiglio sia, in primis, di informare correttamente i cittadini. Infine, è mancata totalmente la discussione (ancorché sollecitati a rispondere sul punto) sulla problematica idrica che interessa i villaggi silani dove le problematiche sono complesse e peculiari rispetto a quelle dei c.d. centri urbanizzati. (insediamenti produttivi, agricoltura, attività turistica). Rispetto ai villaggi silani mi sarei aspettata una spiegazione, almeno sulle intenzioni. Ho notato l’assenza totale di visione, a cominciare dal sindaco che ha evitato completamente il tema, mostrando una scarso interesse per la montagna. Sinceramente penso che prima di fare mera propaganda in alcune località silane (Sculca, Croce di Magara a titolo di esempio) bisogna utilizzare, innanzitutto, il linguaggio della sobrietà. Infine, al quesito posto sulle iniziative di rilievo per promuovere il tema dell’utilizzo razionale della risorsa idrica si è, anche qui, raggirato il problema dimostrando incapacità nel tracciare una linea. Bisognerebbe cominciare a capire che la sfida si può governare se ragioniamo in un’ottica di riutilizzo intelligente della risorsa. Ho fatto notare che manca una commissione consiliare dove poter presentare proposte concrete. Anche qui, da una parte si ringrazia la minoranza, dall’altra non si consente alla stessa di esercitare, con dignità istituzionale, il ruolo che l’ordinamento le affida. Penso, tanto per dirne una, alla raccolta delle acque piovane a uso irriguo attraverso la modifica dei regolamenti edilizi. Si potrebbe pensare di promuovere pratiche virtuose”, il pensiero del consigliere.

“Per ridurre il consumo di acqua potabile, negli edifici di nuova costruzione ed in quelli soggetti a ristrutturazione con demolizione e ricostruzione totale, si potrebbe prescrivere l’utilizzo delle acque meteoriche, raccolte dalle coperture degli edifici, per l’irrigazione del verde di pertinenza, la pulizia degli spazi pertinenziali interni ed esterni. Vado dicendo, invano, dall’ inizio della consiliatura che si dovrebbe privilegiare il confronto nelle sedi opportune. Si persevera invece nel proporre una modalità di agire spiccatamente autoreferenziale. Ci si ostina a cancellare, del tutto, quel clima costituente che con tanta fatica si era costruito nella scorsa consiliatura. Cosa più grave, la trasparenza è completamente assente, tanto da essere costretti dalla minoranza a convocare un consiglio straordinario per dialogare con i cittadini”.