Un duro colpo è stato inferto all’inquinamento ambientale a Vibo Valentia. Le autorità hanno infatti proceduto al sequestro preventivo di un deposito costiero di prodotti petroliferi, situato all’interno del porto.
L’operazione, condotta dalla Guardia Costiera di Vibo Valentia sotto il coordinamento della Procura della Repubblica locale, è stata resa necessaria a seguito di una serie di gravi violazioni ambientali riscontrate all’interno dello stabilimento.
Scarichi illeciti e inquinamento dell’aria
Le indagini hanno evidenziato come l’azienda responsabile dello stoccaggio e della movimentazione di prodotti petroliferi liquidi abbia immesso in fogna scarichi industriali contenenti sostanze inquinanti ben oltre i limiti consentiti dalla legge. In particolare, sono stati rilevati livelli eccessivi di azoto nitroso, tensioattivi totali, ferro e idrocarburi totali.
Inoltre, l’attività produttiva veniva svolta senza la necessaria autorizzazione alle emissioni in atmosfera, e le analisi sulla qualità dell’aria hanno evidenziato la presenza di valori anomali di benzene, sostanza potenzialmente pericolosa per la salute dei lavoratori e della popolazione.
Violazioni multiple e rischi per l’ambiente
Le violazioni riscontrate non si limitano a questo. È emerso, infatti, che la società non aveva effettuato le necessarie valutazioni di impatto ambientale per gli impianti, nonostante la loro notevole capacità.
Per queste ragioni, la Guardia Costiera ha elevato un verbale di accertamento, che prevede l’applicazione di una sanzione amministrativa compresa tra i 35.000 e i 100.000 euro.
Indagini in corso
Le indagini sono ancora in corso, con l’obiettivo di accertare eventuali ulteriori violazioni della normativa ambientale e della sicurezza sui luoghi di lavoro. La Capitaneria di porto sta collaborando strettamente con l’ARPACAL e l’ASP di Vibo Valentia per un’analisi completa della situazione.



