Una importante vittoria per i pazienti affetti da fibromialgia. La Corte Costituzionale ha infatti dichiarato legittime le disposizioni della Regione Calabria che prevedono l’istituzione di ambulatori specializzati per la diagnosi e la cura di questa patologia cronica.
La sentenza, pubblicata oggi, ha aperto la strada a un miglioramento significativo dell’assistenza sanitaria per coloro che soffrono di fibromialgia.
Fibromialgia sì, elettrosensibilità no
La Corte ha precisato, tuttavia, che le medesime disposizioni non possono essere estese all’elettrosensibilità, una sindrome ancora non riconosciuta a livello internazionale. Le prestazioni relative a quest’ultima patologia, infatti, non rientrano nei fondi stanziati dallo Stato per la fibromialgia e genererebbero un aumento della spesa sanitaria regionale non consentito.
Un passo avanti per l’aggiornamento dei Lea
La sentenza della Corte ha anche sottolineato l’importanza di aggiornare i Livelli Essenziali di Assistenza (Lea), ovvero l’insieme delle prestazioni sanitarie che lo Stato garantisce a tutti i cittadini. L’attuale elenco dei Lea, risalente al 2017, non tiene conto delle nuove evidenze scientifiche e questo limita l’accesso alle cure per molte patologie, compresa la fibromialgia.
Il ruolo del terzo settore
Infine, la Corte ha chiarito che il coinvolgimento del terzo settore nell’assistenza ai pazienti affetti da fibromialgia è fondamentale. Le associazioni di volontariato e gli altri enti del terzo settore possono infatti fornire un prezioso supporto ai pazienti, integrando l’azione del Servizio Sanitario Nazionale.
Le implicazioni della sentenza
La sentenza della Corte Costituzionale rappresenta un importante precedente giuridico e apre la strada a una maggiore attenzione per le patologie croniche e poco conosciute come la fibromialgia. Inoltre, sollecita il legislatore nazionale a procedere con l’aggiornamento dei Lea, garantendo così a tutti i cittadini l’accesso a cure adeguate e aggiornate.



