La prima edizione del Premio nazionale “L’Albero della Vita”, dedicato alla memoria di Ilaria Gentile, è stata un toccante omaggio alla giovane scomparsa e un momento di profonda commozione per tutta la comunità.
L’evento, svoltosi ad Amendolara, ha visto la partecipazione di numerose personalità del mondo della cultura, della politica e del volontariato, unite dal desiderio di ricordare Ilaria e di celebrare la sua eredità.
Il premio, assegnato all’unanimità dal comitato scientifico, è andato a Monsignor Francesco Savino, Vescovo di Cassano all’Jonio e vice presidente della Cei, riconosciuto per il suo impegno costante a difesa della vita e dei più fragili. Un lungo applauso ha salutato la consegna del premio, sottolineando l’affetto e la stima che la comunità nutre nei confronti del Vescovo.
Un riconoscimento a tanti
Oltre al Vescovo Savino, sono stati premiati numerosi altri protagonisti della comunità, tra cui il sindaco Maria Rita Acciardi, dirigenti scolastici, operatori sanitari, imprenditori e rappresentanti delle istituzioni. Tutti accomunati dalla stima e dall’affetto per Ilaria, e dalla volontà di continuare a portare avanti i suoi valori.
Un’eredità viva
La serata è stata anche l’occasione per inaugurare la “Casa delle Associazioni ‘Ilaria Gentile'”, un polo socio-culturale dedicato al volontariato e alle attività ricreative, voluto fortemente dalla famiglia della giovane. Un segno tangibile di come la memoria di Ilaria continui a vivere e a ispirare le nuove generazioni.
Una comunità in lutto
La scomparsa di Ilaria, avvenuta tre anni fa, ha lasciato un vuoto incolmabile nella comunità di Amendolara. La sua famiglia, già provata dal dolore, ha subito un ulteriore lutto con la perdita della madre Anna Marino, il cui cuore non ha retto al dolore per la perdita della figlia.
Un messaggio di speranza
Nonostante il dolore, la comunità di Amendolara ha dimostrato una grande forza e una straordinaria capacità di reagire. Il premio “L’Albero della Vita” è un messaggio di speranza e di rinascita, un invito a non dimenticare Ilaria e a continuare a lottare per un mondo più giusto e solidale.



