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Maxi sequestro di botti illegali nella Locride: due laboratori clandestini smantellati

Un blitz dei Carabinieri della Compagnia di Roccella Jonica ha portato al sequestro di oltre 30 chili di botti illegali in appena due giorni.

Due laboratori clandestini sono stati scoperti e smantellati, mettendo fine a una pericolosa attività di produzione e detenzione di materiale esplodente.

A Bivongi, i militari hanno denunciato un uomo di 62 anni e i suoi due figli, trovati in possesso di oltre 300 artifizi pirotecnici privi di certificazione e classificazione. All’interno di un magazzino e di un’autovettura, i Carabinieri hanno rinvenuto anche il materiale necessario per confezionare artigianalmente botti più potenti, lavorando petardi comunemente reperibili in commercio. Alcuni di questi ordigni rudimentali presentavano un elevato potenziale esplosivo, rappresentando un grave pericolo per la pubblica incolumità.

Un’altra scoperta sconcertante è avvenuta a Mammola, dove i Carabinieri, coadiuvati dai Cacciatori dello Squadrone Eliportato, hanno individuato un laboratorio clandestino all’interno dell’abitazione e di un fondo agricolo di un 26enne. Oltre a circa quattrocento petardi, molti dei quali privi di certificazioni, i militari hanno sequestrato sostanze chimiche per la produzione di esplosivi, polvere da sparo, pallini di piombo e oltre 2000 cartucce non denunciate.

Le operazioni di polizia, coordinate dalla Procura della Repubblica di Locri, hanno permesso di prevenire gravi incidenti e di mettere fine a un’attività illegale che metteva a rischio la sicurezza dei cittadini. I due laboratori clandestini sono stati smantellati e il materiale esplodente sequestrato.