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La Valle del Noce si ribella: no alla riapertura della discarica di San Sago

La comunità della Valle del Noce è in fermento. La possibile riapertura dell’impianto di smaltimento rifiuti di contrada San Sago, dopo anni di chiusura per presunti problemi ambientali, ha scatenato una forte reazione da parte dei cittadini.

Il Comitato per la difesa del Fiume Noce, da sempre in prima linea nella tutela del territorio, ha lanciato una petizione popolare per dire un no deciso al riavvio dell’attività. L’iniziativa, sostenuta dai sindaci dei comuni di Praia a Mare, Tortora e Aieta, ha già raccolto centinaia di firme nel primo giorno.

Perché la protesta?

I residenti temono che la riapertura della discarica possa compromettere ulteriormente la salute pubblica e l’ambiente, già messo a dura prova. La struttura, situata al confine tra Calabria e Basilicata, sorge a pochi metri dal fiume Noce e la sua riattivazione potrebbe avere ripercussioni significative sull’ecosistema locale.

Una battaglia legale e popolare

La vicenda giudiziaria legata alla discarica è stata lunga e complessa, conclusasi con assoluzioni e prescrizioni che non hanno definitivamente chiarito le responsabilità. Nonostante ciò, le associazioni ambientaliste e gli enti locali hanno continuato a opporsi alla riapertura, portando la questione in tribunale.

Ora, mentre si attendono le ultime decisioni dei giudici, i cittadini hanno deciso di far sentire la propria voce attraverso una petizione popolare. Le firme raccolte saranno inviate al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, come ultima spiaggia per scongiurare il riavvio dell’impianto.

Un appello alla mobilitazione

Il Comitato invita tutti i cittadini a partecipare alla raccolta firme, che si svolgerà fino al 12 gennaio in diversi punti della Valle del Noce. Oltre alla petizione cartacea, è attiva anche una raccolta firme online sulla piattaforma change.org.

“Non possiamo permettere che il nostro territorio venga sacrificato per interessi economici – dichiara Giuseppe Ricciardi, presidente del Comitato – La Valle del Noce ha bisogno di essere tutelata, e noi continueremo a lottare fino all’ultimo per difenderla”.