Il Coordinamento agricoltori e pescatori italiani (Coapi) ha chiesto che Regioni e governo dichiarino lo stato di crisi nazionale per le aziende del settore.
Una delegazione del Coapi ha sfilato per le vie di Crotone, raggiungendo con alcuni trattori il palazzo municipale dove ha consegnato al sindaco e al vicepresidente della Provincia un documento con le rivendicazioni di agricoltori e pescatori calabresi.
Le richieste del Coapi
Il Coapi chiede che il governo nazionale adotti misure straordinarie per salvare le piccole e medie imprese produttive, agricole e della pesca. In particolare, chiede che la Regione Calabria richieda lo stato di crisi socioeconomica, comprendendo e documentando le diverse crisi economiche, sociali e ambientali.
Le motivazioni del Coapi
Secondo il Coapi, la crisi del settore agricolo e della pesca non è solo economica, ma anche ambientale, sociale e di democrazia. Il Coapi denuncia la crisi climatica, la mancata gestione dei corsi d’acqua, l’aumento delle patologie animali, la cementificazione e la scelta di usare le terre per produrre energia invece che cibo.
La proposta del Coapi
Il Coapi ha consegnato ai sindaci e agli amministratori locali la proposta di un atto deliberativo dei rispettivi Comuni rivolto alla Regione e al governo a sostegno delle richieste di agricoltori e pescatori. Il Coapi chiede un piano straordinario e misure straordinarie, come previsto dai trattati comunitari, anche in deroga alle norme ordinarie.
La posizione del Coapi
Il Coapi ritiene che le aziende agricole e della pesca produttiva siano una risorsa economica, sociale e di tutela ambientale strategica per l’Italia. Il Coapi chiede che le Regioni e il governo nazionale si attivino per adottare le misure necessarie a superare la crisi del settore.



