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Ius Scholae: Reggio Calabria si unisce ad altri comuni per i diritti dei minori stranieri

Un importante passo avanti verso il riconoscimento dei diritti e l’inclusione dei minori stranieri è stato compiuto a Reggio Calabria.

Il consiglio comunale ha approvato all’unanimità una mozione che sostiene l’introduzione dello Ius Scholae, un principio che permetterebbe ai minori nati in Italia da genitori stranieri o arrivati nel Paese entro i 12 anni, e che abbiano completato almeno 5 anni di studi, di richiedere la cittadinanza italiana.

Cos’è lo Ius Scholae?

A differenza dell’attuale legge sulla cittadinanza, che si basa sullo Ius Sanguinis (diritto di sangue), lo Ius Scholae riconosce il legame con il territorio attraverso il percorso scolastico. In questo modo, si offrirebbe una concreta opportunità di inclusione a bambini e ragazzi che vivono e studiano in Italia, ma che non sono considerati cittadini.

Reggio Calabria e il Veneto in prima linea

La città di Reggio Calabria si unisce così a Vicenza, Padova e Verona, diventando una delle prime città italiane a sostenere ufficialmente questa riforma. La mozione, proposta dal gruppo consiliare Red, è stata approvata dopo aver ottenuto il via libera dalla commissione consiliare Istruzione, Formazione e Lavoro.

Un passo verso l’inclusione

L’approvazione di questa mozione rappresenta un segnale forte e concreto verso l’inclusione dei minori stranieri, che avrebbero così la possibilità di sentirsi parte integrante della società italiana già prima del compimento dei 18 anni.

La speranza di una riforma nazionale

Ora, l’obiettivo è che il Governo e il Parlamento accolgano le sollecitazioni provenienti dai territori e avviino una riforma della legge sulla cittadinanza, riconoscendo lo Ius Scholae come un principio fondamentale per una società più inclusiva e coesa.