La notizia della possibile vendita di Alfagomma a un fondo straniero ha scatenato un’ondata di preoccupazione in Calabria. L’azienda, con i suoi tre stabilimenti nella regione e circa 500 dipendenti, rappresenta un pilastro dell’economia locale.
Il timore è che un’acquisizione da parte di un fondo straniero possa portare a una ristrutturazione e alla delocalizzazione della produzione, con gravi conseguenze per i lavoratori e le loro famiglie.
Un patrimonio a rischio
Alfagomma non è solo un’azienda, ma un vero e proprio patrimonio per la Calabria. I suoi stabilimenti garantiscono lavoro a centinaia di persone e contribuiscono in modo significativo al tessuto produttivo della regione. La possibile vendita a un fondo straniero mette a rischio questo patrimonio, con la prospettiva di una perdita di posti di lavoro e di un impoverimento del territorio.
L’appello alla politica e ai sindacati
Di fronte a questa minaccia, Roberto Falvo (IdM), lancia un appello alla politica e ai sindacati. È necessario un intervento immediato e determinato per evitare che si ripeta il copione già visto in altre occasioni, dove gli interessi finanziari hanno prevalso sulla salvaguardia dei posti di lavoro e sul futuro dei territori.
La necessità di un’azione urgente
La situazione richiede un’azione urgente. Non si può restare a guardare mentre un’azienda così importante rischia di finire in mani che potrebbero non avere a cuore il futuro della Calabria. È necessario mettere in campo ogni strumento possibile per garantire la continuità occupazionale e produttiva di Alfagomma.
La difesa del diritto a un futuro dignitoso
La Calabria ha già pagato un prezzo troppo alto a causa di scelte dettate dalla logica del mercato globale. È il momento di dire basta e di difendere con fermezza il diritto delle comunità locali a un futuro dignitoso. Alfagomma rappresenta una parte importante di questo futuro e non può essere sacrificata sull’altare della speculazione finanziaria.



