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Depuratori ko, spiagge inquinate e plastica nel cervello. Silvio Greco: “Cosi stiamo uccidendo il mare e noi stessi”

Silvio Greco non usa mezzi termini. Di fronte di Pagina Protetta, il programma di Nicolino La Gamba in onda su Radio Ona Verde, il vicepresidente della Stazione Zoologica Anton Dohrn inchioda la Calabria alle sue responsabilità.

Abbiamo sbagliato tutto. E lo stiamo ancora facendo. In questa regione i piani di tutela del litorale si fanno Comune per Comune, come se le correnti marine conoscessero i confini amministrativi”.

Il punto è semplice e devastante: non esiste una visione d’insieme, ma solo interventi scollegati, disordinati, spesso inutili o addirittura dannosi. “Abbiamo costruito case fino sulla spiaggia, pennelli senza regia, depuratori su frane attive. E ci sorprendiamo se il mare cambia colore?”

Il caso Sant’Anna a Bivona

Sull’emergenza Bivona-Sant’Anna, Greco riconosce che qualcosa si muove, ma avverte: “O si colletta tutto al depuratore di Portosalvo, oppure ogni estate avremo gli stessi problemi. Quest’anno ci sarà un bypass, ma non basta. Il depuratore della Silica è su una frana. Va chiuso. Punto”.

Le istituzioni sembrano finalmente coinvolte, con il Prefetto Colosimo, il Procuratore Falvo e il Presidente Occhiuto in prima linea. “Abbiamo una chance, ma bisogna agire. Non servono nuove riunioni, servono ruspe, condotte e collettamenti veri. Subito”.

“Le alghe non inquinano, ci salvano ma…”

Sul fenomeno della cosiddetta “acqua verde”, Greco chiarisce: “Non è mistero, è biologia base. Le alghe si moltiplicano con fosfati e nitrati. Se il mare ne riceve troppi dagli scarichi, la fioritura è inevitabile. E col caldo, diventa un’esplosione”. Il paradosso? “Quelle alghe producono il 50% dell’ossigeno che respiriamo, ma se trasformiamo il mare in una cloaca, diventano un boomerang”.

Pesticidi e plastica: “Il veleno è ovunque. Anche nei nostri cervelli”

Tra i temi più inquietanti affrontati durante l’intervista, c’è quello dell’inquinamento chimico. “Abbiamo analizzato 120 cervelli umani: in ognuno c’era l’equivalente di un cucchiaino di microplastiche. E nei pesci? Ancora di più. Le mangiamo. E poi ci stupiamo se aumentano i tumori”. Ma la minaccia più seria è quella dei fitofarmaci. “I pesticidi sono una tragedia epocale. Sono persistenti, restano ovunque. E li ritroviamo nei mari, nei terreni, nel piatto. Dobbiamo ripensare il nostro sistema agricolo, e in fretta”.

“Chi ha un lido non può più far finta di niente”

Greco manda un messaggio diretto a chi vive di turismo: “Se guadagni col mare, devi proteggerlo. Non puoi scaricare fogna di notte e lamentarti se l’elicottero della Finanza ti fotografa il giorno dopo”. Annuncia anche più controlli, più tracciabilità, più responsabilità: “I tempi del silenzio e del ‘facciamo finta di niente’ sono finiti. E chi gestisce un’attività balneare deve sapere che la stagione 2025 sarà sotto osservazione”.

La spiaggia di Bivona: “Una bomba ecologica”

L’immagine è durissima: “Bivona sembra una spiaggia bombardata. Il Tomarchiello ha sfondato tutto. E quella vegetazione verde che qualcuno chiamava macchia mediterranea? È fogna, non erba spontanea. Cresce su sabbia contaminata. L’arenile va pulito. Subito. Non è terra, è sabbia. E non basta spostare la melma: va rimossa. O perderemo la spiaggia, metro dopo metro”.

Greco chiude con una riflessione dura ma vera: “Ringraziamo la Procura, la Prefettura, la Guardia di Finanza, i Carabinieri, la Regione. Ma siamo onesti: ci muoviamo solo quando abbiamo paura. Non per senso civico, ma per timore della repressione”.

E ancora: “La vera sfida è educare al rispetto, non minacciare con i divieti. Non serve presidiare le spiagge, serve responsabilità collettiva. E ricordarci che la salute del mare è la salute nostra”.

Un mare da salvare, una terra che può rinascere

La Calabria ha un patrimonio unico, fragile, potentissimo. Ma senza una visione, senza regole rispettate, senza collettamenti veri, senza stop a scarichi abusivi, pesticidi e inquinamento, il rischio è che la stagione 2025 sia solo l’ennesimo tentativo disperato di salvare il salvabile. E Silvio Greco lo ripete da anni, sempre con la stessa voce: “Non possiamo più dire che non lo sapevamo. Ora lo sappiamo. E non abbiamo più scuse”.