Quello che inizialmente era apparso come un semplice tentativo di furto finito male, con una Fiat Panda abbandonata nel cuore di Bagnara Calabra nel giugno dello scorso anno, si è rivelato la punta di un iceberg criminale ben più vasto.
Una meticolosa indagine condotta per oltre sei mesi dai Carabinieri di Bagnara Calabra, con il supporto delle Compagnie di Palmi e Vibo Valentia, ha portato all’esecuzione di sei misure cautelari nei giorni scorsi, tra Rosarno e la provincia di Vibo Valentia.
Su disposizione della Procura di Reggio Calabria, guidata dal procuratore f.f. Giuseppe Lombardo, sono stati eseguiti quattro arresti domiciliari e disposti due obblighi di dimora. Le accuse contestate agli indagati spaziano dal furto aggravato alla ricettazione, includendo anche tentativi di furto commessi in gruppo.
Le investigazioni hanno permesso di ricostruire un preciso modus operandi messo in atto dalla banda, responsabile di almeno dieci colpi tra Bagnara Calabra, Scilla e Pizzo Calabro. Gli indagati agivano prevalentemente nelle ore serali, utilizzando auto a noleggio per eludere eventuali tracce e concentrando i loro sforzi sul furto di Fiat Panda. Con rapidità e destrezza, forzavano le serrature utilizzando strumenti elettronici modificati, facendo sparire le vetture in pochi minuti.
I veicoli rubati venivano poi trasferiti nella zona della Piana di Gioia Tauro, dove subivano due possibili destini: lo smontaggio per alimentare il fiorente mercato nero dei pezzi di ricambio, oppure la rivendita a prezzi notevolmente inferiori al loro valore reale.
Un elemento cruciale per lo sviluppo delle indagini è stato il coraggio di un cittadino che, armato del proprio smartphone, è riuscito a riprendere un tentativo di furto. Il video, prontamente consegnato ai Carabinieri, ha fornito un impulso significativo all’inchiesta, consentendo l’identificazione di alcuni dei responsabili.
Tra le sei persone finite nel mirino degli inquirenti figurano anche giovani già noti alle forze dell’ordine per precedenti reati simili. Il valore complessivo delle auto e dei pezzi di ricambio sottratti è stimato in diverse decine di migliaia di euro.
Nel corso di una perquisizione domiciliare a carico di uno degli arrestati, i Carabinieri hanno rinvenuto 600 grammi di marijuana e circa mille euro in contanti. L’uomo e la sua convivente sono stati quindi arrestati anche per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e posti agli arresti domiciliari, ampliando ulteriormente il quadro accusatorio nei confronti della banda.



