Un’intera regione si stringe nel dolore più profondo per la tragica scomparsa di Martina, una giovane donna di soli 32 anni, incinta al settimo mese del suo bambino. Oggi, nella frazione di Filandari, la comunità si è raccolta per darle l’ultimo, straziante saluto, un addio carico di lacrime, preghiere e un’immensa tristezza per la perdita di una mamma, una moglie e una donna straordinaria.
Il destino si è accanito su Martina lo scorso 4 maggio, portandola via insieme al suo piccolo angelo, un bimbo che avrebbe dovuto chiamarsi come il nonno, il papà del suo amato Alberto. Le cause di questa immane tragedia rimangono ancora avvolte nel mistero, un dolore che si aggiunge all’incredulità e allo sgomento. Prima il suo bambino, poi lei, strappati alla vita in un susseguirsi di eventi che lasciano una ferita insanabile nel cuore della Calabria intera.
La cronaca dei giorni precedenti al tragico epilogo racconta di ripetuti accessi di Martina al pronto soccorso dello Jazzolino di Vibo Valentia, almeno quattro volte nelle ultime settimane, a causa di forti dolori al petto. L’ultima disperata corsa nella notte, verso le 5 del mattino. Trasferita nel reparto di Ginecologia, l’ecografia ha rivelato la terribile notizia: il feto non ce l’aveva fatta.
Trasferita nuovamente in Ginecologia, le sue condizioni apparivano stabili, seppur comprensibilmente provata dal dolore. Ma nel giro di mezz’ora, mentre si valutava la modalità del parto, il quadro clinico è precipitato inesorabilmente. Un arresto cardiaco, fatale nonostante i disperati tentativi di rianimazione protrattisi per cinquanta lunghi minuti, ha spento per sempre il suo sorriso poco prima delle 7 del mattino.
L’Azienda Sanitaria Provinciale di Vibo Valentia ha immediatamente avviato un’indagine interna per far luce sulle reali cause di questo duplice decesso, al momento attribuito a un improvviso scompenso cardiaco. Anche il sindaco di Filandari, Rita Fuduli, ha espresso il suo profondo cordoglio per una tragedia che ha gettato la comunità nella disperazione più cupa.
Il Prefetto, rientrato in fretta non appena appresa la terribile notizia, sta seguendo da vicino questa delicata vicenda. Oggi, la chiesa gremita ha accolto un dolore immenso, palpabile nell’aria, nei singhiozzi silenziosi e nelle preghiere sussurrate. La perdita di Martina e del suo bambino è una ferita profonda, una cicatrice che difficilmente potrà rimarginarsi nel cuore di chi li amava e di un’intera Calabria che piange una giovane vita spezzata troppo presto.



