Con un forte aumento delle aziende certificate, la Calabria si posiziona all’avanguardia nelle politiche di inclusione e parità di genere.
È quanto emerso a Catanzaro, presso la Sala Oro della Cittadella Regionale, in occasione della prima tappa del Road Show “No Gender Gap. UNI/PdR 125: la parità di genere nei luoghi di lavoro”.
L’evento, promosso da UNI (Ente Italiano di Normazione), ha fotografato l’adesione alle politiche inclusive nelle diverse aree geografiche italiane.
La certificazione UNI/PdR 125 si conferma uno strumento concreto per misurare il divario di genere e promuovere l’eguaglianza nel mondo del lavoro. Questo standard definisce una serie di aree chiave da monitorare attraverso indicatori specifici, garantendo il rispetto delle differenze in termini di governance, welfare, opportunità di carriera, equità salariale, tutela del ruolo genitoriale e altri contesti professionali rilevanti.
Calabria, modello di cambiamento culturale e strutturale
“La Regione Calabria crede fermamente che la parità di genere non sia solo un principio di giustizia sociale, ma anche una leva strategica per la crescita economica e l’innovazione,” ha affermato Giovanni Calabrese, Assessore alle politiche per il lavoro e la formazione professionale della Regione Calabria. L’Assessore ha sottolineato come l’adesione di 300 imprese calabresi alla certificazione UNI/PdR 125 rappresenti un segnale concreto di questo cambiamento culturale e strutturale, ribadendo il sostegno dell’istituzione alle aziende che investono in modelli organizzativi inclusivi e sostenibili. L’obiettivo è chiaro: creare un mercato del lavoro più equo, dove il talento femminile possa esprimersi pienamente, senza ostacoli o disparità.
Fortunato Varone, Direttore generale del Dipartimento Lavoro della Regione Calabria, ha aggiunto un dato significativo sul successo dell’iniziativa: “Il nostro bando per la certificazione ha fatto registrare 330 domande, di cui 267 finanziabili. Un vero successo.”
Un tour per l’equità in Italia
Elena Mocchio, responsabile innovazione e standardizzazione di UNI, ha evidenziato come la certificazione nasca con l’intento di supportare un cambiamento culturale duraturo, partendo dalla volontà delle organizzazioni virtuose di superare il divario tra i generi. Da qui l’importanza di avviare iniziative di sensibilizzazione a livello locale, come quella organizzata in Calabria.
L’evento calabrese ha rappresentato la tappa inaugurale di un progetto itinerante che si rivolge all’intera penisola per misurare la diffusione della certificazione nei diversi territori regionali. Oltre a registrare il livello di “local inclusion” – un indice di consapevolezza e di concreta gender equality – il percorso verificherà e racconterà i casi studio aziendali sulle principali best practices territoriali. L’obiettivo è coinvolgere i protagonisti attivi dell’economia italiana, disegnando idealmente una mappa dell’Italia virtuosa, capace di trasformare i valori dell’eguaglianza e dell’equità in conquiste tangibili da osservare ed emulare.
Numerosi i protagonisti dell’iniziativa
L’evento ha visto la partecipazione di numerosi ospiti di rilievo, tra cui Alessandro Zanfino (Amministratore delegato Fincalabra), Tonia Stumpo (Consigliera di parità effettiva Regione Calabria), Salvatore Barresi (sociologo ed economista), Rosaria Succurro (Presidente ANCI Calabria), Maria Grazia Milone (Presidente CIA Calabria Centro), Stefania Agosto (Presidente del CUG Regione Calabria), Aldo Ferrara (Presidente Unindustria Calabria), Pietro Falbo (Presidente Unioncamere Calabria), Fortunato Amarelli (AD Amarelli Fabbrica di Liquirizia) e Santo Scarpelli (Consigliere Delegato



