HomeCronacaSan Marco Argentano: i dipendenti vanno...

San Marco Argentano: i dipendenti vanno in pensione e l’ufficio protesi e ausili resta chiuso

Una situazione di grave disagio e profonda indignazione sta scuotendo la comunità di San Marco Argentano, dove l’Ufficio Protesi e Ausili dell’ex Ospedale locale ha interrotto le sue attività a tempo indeterminato.

La causa? La pensione dei due dipendenti responsabili, un evento prevedibile che, incredibilmente, si è trasformato in una vera e propria emergenza sociale, lasciando centinaia di persone con disabilità, anziani e soggetti fragili senza un presidio fondamentale per la loro assistenza.

Il cartello affisso alla porta dell’ufficio è un’immagine emblematica di una negligenza organizzativa che ha raggiunto livelli allarmanti. Nonostante il pensionamento del personale fosse una scadenza nota e pienamente programmabile, l’Azienda Sanitaria Provinciale (ASP) di Cosenza e la Regione Calabria non hanno provveduto ad alcuna sostituzione, né tantomeno a garantire la continuità del servizio. L’unica “soluzione” offerta è stata la delega di una lista a un’associazione di volontariato locale.

Un carico insopportabile per il volontariato

Se da un lato l’impegno e la disponibilità dell’associazione di volontariato sono ammirevoli e meritano il massimo apprezzamento, è inaccettabile che le carenze strutturali e le negligenze delle istituzioni ricadano sulle spalle del terzo settore. Le associazioni non possono e non devono farsi carico delle responsabilità proprie della sanità pubblica, che ha il dovere di assicurare servizi essenziali ai cittadini.

Non un’emergenza, ma negligenza organizzata

Come denunciato da Marco Iovino in un video che ha fatto il giro del web, la situazione è gravissima e crea disagi incalcolabili a chi dipende da ausili e protesi per una vita dignitosa. Il pensionamento del personale non è mai una “sorpresa”; è una scadenza che si gestisce, si programma e si affronta con lungimiranza. Farla diventare un’emergenza non è un errore, ma una scelta. Una scelta politica ben precisa, che si inserisce in una logica, purtroppo consolidata da oltre quindici anni, di progressivo smantellamento dei servizi pubblici, mascherato da improvvise “crisi”.

Un appello alla responsabilità

Questa non è un’emergenza improvvisa. È il risultato di una mancanza di volontà, di rispetto e di cura nei confronti di chi ha più bisogno. È una negligenza organizzata che mina il diritto alla salute e all’assistenza di una parte vulnerabile della popolazione. È fondamentale che le autorità competenti intervengano immediatamente per ripristinare il servizio, garantire la sostituzione del personale e assicurare che chi necessita di ausili possa beneficiarne nei giusti tempi, come previsto dalla legge e dal buon senso. La comunità di San Marco Argentano e non solo, si attende risposte e soluzioni concrete.