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Matilde Siracusano rompe il silenzio: “Accostare il nome di Roberto Occhiuto a corruzione è una bestemmia”

“Qualche giornalista mi accusa di essere silente. Forse non mi conosce. O forse finge di non sapere chi sono.”

Inizia così la dura replica dell’onorevole Siracusano, che ha scelto Facebook per rompere il silenzio dopo che il suo compagno Roberto ha ricevuto un avviso di garanzia. Le sue parole sono un fiume in piena, cariche di indignazione e una difesa appassionata.

“Associare il nome di Roberto alla parola “corruzione” è una bestemmia. Non una forzatura: una bestemmia”.

L’onorevole non nasconde la sua profonda rabbia, motivandola con la conoscenza diretta del sacrificio di Roberto. “Sono profondamente arrabbiata. Perché so quanta fatica, quanta dedizione, quanto amore ha messo in questa terra. L’ho visto vivere il suo incarico come una missione. Come un ordine sacro. Senza tregua. Senza compromessi”.

“Un ‘maniaco’ di rigore e trasparenza”

La descrizione di Roberto Occhiuto che emerge è quella di una figura quasi ossessiva nella sua integrità. “Roberto è un maniaco del rigore, della trasparenza, della legalità. Ha azzerato ogni forma di clientelismo”. Un approccio talmente intransigente da renderlo, a volte, difficile da sopportare. “Talmente esigente da sembrare, a volte, sgarbato. Quasi insopportabile. Chi lavora con lui sa bene di cosa parlo”.

Viene poi esaltata la sua scelta meritocratica dei collaboratori, che ha ignorato le logiche partitiche. “Ha sempre voluto scegliere i migliori. Altro che manuale Cencelli! Ha scelto persone anche lontanissime dalla sua area politica, pur di far risorgere la sua amatissima Calabria”.

L’onorevole scherza, poi, sulla dedizione estrema del suo staff. “Se avessi potuto, avrei assunto tutto il suo staff. Ma, purtroppo, lavorano talmente tanto con lui che non gli resta tempo per nient’altro”. Aggiungendo, con un pizzico di orgoglio, che la sua segreteria “per curriculum e operatività, farebbe invidia a chiunque”.

L’onda di solidarietà spontanea: il popolo riconosce

L’indagine che ha colpito Occhiuto ha avuto un effetto inatteso: una vasta ondata di indignazione e solidarietà. Un fenomeno “trasversale” e “spontaneo”, che ha coinvolto persone di ogni estrazione. “Perché le persone vedono, capiscono, riconoscono. E non si lasciano abbindolare da certe operazioni”. L’onorevole Siracusano interpreta questa reazione come un segnale che l’opinione pubblica è in grado di discernere la verità oltre le accuse.

Rispetto e disillusione: in silenzio fino a oggi

L’Onorevole chiarisce il motivo del suo silenzio precedente: non inerzia, ma rispetto per la riservatezza di Roberto. “Io non ho parlato finora per rispetto. Perché Roberto è così: sobrio, discreto, riservato”. Tuttavia, la dichiarazione si conclude con una nota amara e personale, rivelando una profonda disillusione. “E perché, a differenza sua, io la fiducia nella giustizia l’ho persa da un pezzo”. Una frase che solleva interrogativi sul sistema giudiziario, suggerendo una sfiducia che ha radici lontane.