Arera, l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente, ha confermato l’ennesima stangata in arrivo sulle bollette elettriche, a partire dal terzo trimestre del 2025.
Anche i consumatori in maggior tutela, cioè i soggetti vulnerabili, subiranno un aumento del +1,9%. Nella pratica, la spesa annuale salirà a 597,30 euro contro i 514 euro dell’anno precedente, con un rincaro secco di 83,26 euro in più per chi già fatica a pagare.
Colpiti i più fragili: over 75, disabili e chi vive in condizioni estreme
A essere travolti per primi saranno gli utenti vulnerabili, tra cui rientrano gli over 75, i percettori di bonus sociali, i disabili, chi vive in moduli abitativi d’emergenza o in isole minori non interconnesse, e coloro che utilizzano apparecchiature salva-vita. In teoria tutelati, in pratica lasciati senza difese: il rincaro previsto non risparmia nessuno e aggrava condizioni già al limite della sopravvivenza energetica.
Nomisma: +29% in bolletta e 186 euro in più all’anno per tutti
Ma l’aumento non si fermerà ai più fragili. Anche le famiglie in tutela graduale e nel mercato libero subiranno rincari, dovuti all’aumento del gas all’ingrosso per effetto delle tensioni geopolitiche. Secondo Nomisma Energia, si prevede un aumento complessivo del 29% sulle bollette domestiche, con una spesa supplementare annua di 185,90 euro. Un salasso silenzioso che, ancora una volta, colpirà più duramente le famiglie del Sud.
Povertà energetica: Calabria ultima in Italia
Il dato più drammatico arriva dal report della CGIA di Mestre, che fotografa una situazione di emergenza permanente in Calabria: il 19,1% delle famiglie calabresi vive in condizioni di povertà energetica. In numeri: 156.639 nuclei familiari, pari a quasi 350.000 persone, che rinunciano a riscaldare o raffrescare la propria casa perché non possono permetterselo. I “poveri energetici” sono invisibili: non protestano, non urlano, ma spengono termosifoni e ventilatori pur di far quadrare i conti.
Più bollette, meno spesa: il carrello si svuota
La crisi energetica si accompagna a un altro effetto devastante: il caro-prezzi. Secondo le analisi riportate da Gazzetta del Sud, i beni di consumo subiranno rincari a catena, e le famiglie – per pagare la luce – saranno costrette a tagliare su spesa alimentare, salute e trasporti. La povertà, insomma, non fa rumore, ma si sente tutta: nelle case fredde, nei frigoriferi vuoti, nelle medicine lasciate in farmacia.



