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Soriano Calabro di nuovo nel mirino: arriva la Commissione d’accesso per sospette infiltrazioni mafiose

A tre anni dallo scioglimento per infiltrazioni mafiose, il Comune di Soriano Calabro torna nel mirino della Prefettura.

Il prefetto Anna Aurora Colosimo ha firmato questa mattina il decreto con cui viene disposta l’istituzione della Commissione d’accesso agli atti, incaricata di verificare eventuali condizionamenti della criminalità organizzata sull’amministrazione in carica, guidata dal sindaco Antonio De Nardo.

L’iniziativa si fonda sull’art. 143 del Testo Unico degli Enti Locali e nasce da elementi ritenuti meritevoli di approfondimento emersi negli ultimi mesi. I funzionari nominati avranno tre mesi di tempo, prorogabili, per analizzare la documentazione e stabilire se sussistano rapporti opachi tra amministrazione e ambienti mafiosi.

Il precedente scioglimento del 2021 e il ritorno dell’instabilità

Il nome di Soriano Calabro è già tristemente noto negli ambienti ministeriali. Nel 2021, il Comune era stato sciolto per mafia sotto la guida dell’allora sindaco Vincenzo Bartone. Ne era seguito un lungo commissariamento durato due anni, conclusosi solo con le elezioni del 2024, che avevano riportato al potere una giunta eletta dal popolo, guidata da De Nardo.

L’arrivo della nuova Commissione rappresenta un colpo durissimo alla credibilità dell’ente, ancora convalescente da una lunga fase commissariale e impegnato – almeno formalmente – nel ripristino della legalità e della normalità democratica. La notizia dell’arrivo della Commissione ha generato sconcerto tra i cittadini, che speravano in un ritorno alla stabilità politica dopo anni di ombre e sospetti. Invece, si apre un nuovo capitolo di incertezza, con il rischio concreto di un secondo scioglimento per mafia nel giro di pochi anni.

“Doppia Curva”: l’inchiesta della Dda di Milano che scuote le Preserre

A spingere verso l’istituzione della Commissione, secondo indiscrezioni, ci sarebbero anche le emergenze investigative emerse dall’inchiesta “Doppia Curva” della Dda di Milano, che indaga sui rapporti tra ambienti ultras, ’ndrangheta e imprenditoria calabrese.

Tra i nomi finiti nel fascicolo, figura Filippo Monardo, 49 anni, imprenditore dolciario e consigliere comunale del vicino Comune di Sorianello, costretto a dimettersi dopo essere stato chiamato in causa da un collaboratore di giustizia. Il suo nome è legato a presunti rapporti con esponenti del clan Bellocco e alla presenza sospetta di figure del tifo organizzato nel territorio di Soriano.

A parlare è Andrea Beretta, ex capo ultras dell’Inter e oggi detenuto per l’omicidio di Antonio Bellocco, boss dell’omonima cosca di Rosarno. Beretta avrebbe raccontato di presunti rapporti economici tra Filippo Monardo e Antonio Bellocco, nonché della presenza a Soriano di personaggi come Marco Ferdico, altro nome di spicco della tifoseria organizzata. Secondo l’ordinanza cautelare della Dda milanese, si ipotizza l’esistenza di una rete tra ambienti ultras e criminalità calabrese, che avrebbe avuto in Soriano Calabro un punto di snodo logistico e operativo.

Francesca Monardo lascia la presidenza del Consiglio comunale

Lo scandalo ha travolto anche il Consiglio comunale di Soriano: la giovane presidente Francesca Monardo, 25 anni, cugina di Filippo, ha rassegnato le dimissioni dichiarando di voler tutelare l’immagine del Comune. “Non sono indagata – ha precisato – e le vicende di mio cugino sono del tutto avulse dalla mia persona, ma credo che oggi serva un gesto di responsabilità”. Una scelta che ha creato tensione politica nella maggioranza, oggi alle prese con l’arrivo della Commissione e con il malumore crescente tra i cittadini.