La sanità in Calabria si trova ad affrontare una delle sue fasi più critiche, una vera e propria profonda crisi sanitaria che si manifesta in modo lampante nella drammatica mancanza di medici. Un fenomeno, quello della “fuga” dei professionisti sanitari verso le regioni del Centro-Nord, che sta lasciando il nostro territorio in una condizione di crescente vulnerabilità.
I numeri, impietosi, parlano chiaro e si leggono sul sito istituzionale della Regione Calabria, a testimonianza di una situazione che non ammette interpretazioni: si cercano, infatti, ben 466 postazioni di guardia medica, un servizio essenziale per garantire l’assistenza sul territorio, soprattutto nelle ore notturne e nei giorni festivi. A questo si aggiunge la carenza di 91 postazioni di medico di medicina generale, figure chiave per la salute di base dei cittadini e per la gestione delle patologie croniche. Il quadro è ulteriormente aggravato dalla mancanza di 148 postazioni 118 (CIM), ovvero il personale medico e infermieristico per le Centrali Operative e i mezzi di soccorso, pilastro fondamentale della rete di emergenza-urgenza.
Questi sono numeri da capogiro, che rivelano una carenza strutturale e sistemica. La conseguenza diretta di questa emorragia di personale medico è un sistema sanitario sotto pressione, con infinite liste d’attesa, difficoltà nell’accesso alle cure e una qualità dei servizi che fatica a raggiungere gli standard minimi. I cittadini calabresi sono costretti a subire disagi crescenti, spesso dovendo ricorrere a strutture fuori regione o a servizi privati, con un aggravio economico e psicologico non indifferente.
La “fuga” dei medici è un fenomeno complesso, legato a molteplici fattori che vanno dalle condizioni lavorative e retributive, alla mancanza di opportunità di crescita professionale e alla percezione di un sistema sanitario regionale in perenne difficoltà. È una sfida che richiede un intervento urgente e strutturale, non solo per attrarre nuovi professionisti, ma soprattutto per creare le condizioni affinché i medici calabresi scelgano di restare e di investire il loro futuro nella propria terra.
La crisi sanitaria in Calabria non è solo un problema di numeri, ma una questione che tocca profondamente il diritto alla salute dei cittadini e la dignità dei professionisti. È tempo di affrontare questa emergenza con determinazione, per garantire a tutti i calabresi un’assistenza sanitaria adeguata e un futuro più sereno.



