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Fuoco alla memoria di Scopelliti, furti e intimidazioni: escalation criminale a Polistena durante la festa patronale

Mentre Polistena celebrava con entusiasmo la sua patrona, la città è stata colpita da una serie di atti criminali che hanno turbato la quiete pubblica e inferto un duro colpo alla memoria civile.

A denunciarlo è il sindaco Michele Tripodi, che parla apertamente di una “preoccupante escalation” di episodi delittuosi.

Danneggiati luoghi simbolo dell’impegno antimafia

Nei giorni scorsi, ignoti hanno appiccato il fuoco nella piazzetta dedicata al giudice Antonino Scopelliti, simbolo dell’impegno antimafia. L’attacco ha danneggiato un ulivo piantato in memoria del magistrato e una delle targhe commemorative.

Un gesto che appare ancora più grave se si considera che proprio il 19 luglio si ricordava l’anniversario della strage di via D’Amelio, e che nello stesso contesto l’amministrazione comunale ha inaugurato uno spazio in onore di Giuseppe Valarioti, altra vittima della criminalità organizzata.

Furti e minacce nei confronti degli operatori ecologici comunali

A rendere il quadro ancora più inquietante, nella notte tra il 17 e il 18 luglio, un commerciante locale è stato derubato nella propria abitazione, mentre con la famiglia era impegnato negli stand gastronomici della festa. Non solo vandalismi e furti.

Il sindaco segnala anche episodi di minacce e aggressioni nei confronti di operatori ecologici comunali, da parte di cittadini infastiditi dalle novità introdotte nel calendario della raccolta differenziata. Proprio grazie a questi lavoratori, sottolinea Tripodi, è stato possibile mantenere la città pulita durante le giornate di festa.

“Si tratta di atti vigliacchi e inaccettabili – afferma il primo cittadino – che offendono l’intera comunità e tentano di rovinare l’immagine positiva della città proprio nei momenti di maggiore attenzione pubblica”.

“La città vuole crescere nella legalità e nella convivenza civile”

L’amministrazione comunale ha espresso solidarietà alle vittime e rinnovato la fiducia nelle forze dell’ordine, che stanno indagando sulla natura e sull’eventuale collegamento tra i diversi episodi. “Tutti devono sentirsi chiamati a respingere questi gesti ignobili – conclude Tripodi – che non sono solo reati, ma vere e proprie ferite inferte a una città che vuole crescere nella legalità e nella convivenza civile”.