Dopo un quinquennio alla guida della Procura di Salerno, Giuseppe Borrelli è pronto a cambiare casacca. Dopodomani assumerà il comando della Procura di Reggio Calabria, una delle più delicate d’Italia per il peso della criminalità organizzata.
Per Borrelli è un ritorno nei territori calabresi, dove in passato ha già lavorato come procuratore aggiunto a Catanzaro, maturando un’esperienza che lui stesso definisce “tra le più importanti” della propria carriera.
Il bilancio: “Ricostruiti assetti criminali, specie nell’agro nocerino”
Nel suo saluto ai giornalisti, Borrelli ha tracciato un bilancio del lavoro svolto a Salerno. Il focus principale, in questi cinque anni, è stato il contrasto ai clan dell’agro nocerino-sarnese: “Abbiamo ricostruito le strutture criminali del territorio e portato alla luce elementi che all’inizio non conoscevamo. È stata una ricognizione faticosa ma necessaria”, ha spiegato il procuratore.
“Indagini più selettive: solo processi con solide prospettive di condanna”
Tra i risultati rivendicati c’è anche un cambio di metodo nell’approccio investigativo: “Abbiamo cercato di alzare il livello qualitativo delle indagini, evitando di avviare processi dove la possibilità di condanna era bassa. Una forma di autolimitazione nell’azione penale che rispetta sia l’imputato, sia il buon funzionamento del processo”, ha chiarito Borrelli. Un messaggio chiaro che rimanda a un’idea di giustizia più responsabile e sostenibile.
Il caso Vassallo: “Scarcerazioni in linea con le nostre richieste”
Nel suo intervento, il magistrato ha citato anche il controverso caso Vassallo, il sindaco di Pollica assassinato nel 2010. Borrelli ha ricordato che la decisione del Tribunale del Riesame di scarcerare gli indagati è stata coerente con quanto richiesto dalla Procura. “Una scelta che permetterà di affrontare il processo con maggiore serenità, nel rispetto delle garanzie difensive e della presunzione di innocenza”, ha dichiarato.
“La Calabria? Una terra che porto nel cuore”
Guardando al futuro, Borrelli si dice pronto alla nuova missione in una regione che non considera affatto estranea. “In Calabria ho vissuto una delle esperienze più formative della mia vita professionale. È una terra che amo e dove credo di poter fare ancora molto”, ha affermato.



