A Pedace, nel cuore della Calabria, si è svolta una corsa contro il tempo che ha visto trionfare la vita.
Mercoledì 7 agosto, alle 17:25, la squadra dell’associazione Giovanni Paolo II di Spezzano della Sila è stata attivata per un’emergenza sanitaria con codice rosso. Il paziente, in stato confusionale e poco reattivo, necessitava di un aiuto immediato.
In meno di sei minuti dall’allerta, l’equipaggio, composto dagli autisti-soccorritori Stefano Furci e Aharon Falvo, insieme al soccorritore Mario Sarro, ha raggiunto l’abitazione. La situazione che si è presentata ai loro occhi era drammatica: l’uomo era in arresto cardiaco.
Senza esitare, i tre soccorritori hanno dato il via a una strenua battaglia per rianimarlo. Per ben 27 minuti, hanno eseguito il massaggio cardiaco e utilizzato il defibrillatore più volte. Un impegno estenuante, dove ogni secondo era cruciale. Dopo lunghi e intensi minuti, i primi segnali di speranza: il paziente ha ripreso a respirare e il suo polso è tornato.
L’arrivo tempestivo dell’auto medica ha completato il quadro, con l’intervento decisivo del dottor De Simone e della dottoressa Gabriella Fabbricatore. Definiti “due angeli” dai presenti, i medici hanno lavorato in perfetta sinergia con i soccorritori per stabilizzare il paziente, che è stato poi trasportato d’urgenza al Pronto Soccorso dell’ospedale di Cosenza.
Questo episodio straordinario sottolinea ancora una volta il valore inestimabile del sistema di emergenza-urgenza calabrese. La prontezza, la professionalità e l’umanità di questi operatori sanitari hanno permesso di strappare una vita alla morte, dimostrando come un lavoro di squadra impeccabile possa compiere veri e propri miracoli. (fonte calabrianews24)



