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Un Ponte da record, ma l’Alta Velocità si ferma a Paola: mancano 17 miliardi per arrivare a Reggio Calabria

L’Alta Velocità ferroviaria da Salerno a Reggio Calabria rischia di restare solo sulla carta. Per completarla fino allo Stretto servirebbero altri 17 miliardi, una cifra più alta del costo dell’intero Ponte, e che oggi non c’è.

A rilanciare la notizia è Il Sole 24 Ore, ma in Calabria la questione è nota da tempo e lo confermano mesi di allarmi lanciati dalla Gazzetta del Sud. A conferma di tutto c’è ora la delibera 65/2025 della Corte dei Conti, che fotografa lo stato pietoso delle grandi opere legate al Pnrr.

L’ultima revisione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ha infatti tagliato i fondi alla tratta ferroviaria Battipaglia-Romagnano, che doveva essere uno dei punti di partenza del tracciato calabrese. Da 1,8 miliardi si è scesi a 720 milioni, e il motivo – spiegano Rfi e il MIT – sono criticità geologiche impreviste che hanno rallentato l’esecuzione. Risultato? Il tracciato finanziato passa da 33 a soli 14 chilometri, mentre il resto è stato rinviato a data (e soldi) da destinarsi.

I soldi (per ora) finiscono a Paola

Ad oggi, i 13 miliardi già stanziati bastano a malapena per portare l’opera fino a Paola. Più giù, il buio. I fondi disponibili coprono appena 12 dei 17,4 miliardi necessari per quella tratta. E per il completamento vero, cioè il tratto più strategico da Gioia Tauro a Reggio Calabria passando per Villa San Giovanni, servono altri 12,85 miliardi.

Il governo assicura che nessuno perderà un euro e che i fondi mancanti saranno “coperti” nell’aggiornamento 2025 del contratto MIT-RFI, atteso con un decreto. Ma la realtà è che il treno dell’Alta Velocità rischia di fermarsi ben prima di raggiungere lo Stretto, proprio mentre si celebra il via libera al Ponte da 13,5 miliardi.

L’illusione del Sud che corre

Il paradosso è servito. Si finanzia un’opera da record come il Ponte, ma non si riesce a completare la ferrovia che dovrebbe alimentarlo. Senza l’AV fino a Reggio, il Ponte rischia di diventare una cattedrale d’acciaio isolata, collegata a linee obsolete, lente, e già sovraccariche. E questo nella regione più povera d’Italia e d’Europa, dove le infrastrutture sono carenti non solo nei collegamenti a lunga percorrenza, ma anche nell’ordinario.

Chiusa la tratta Paola-Reggio, servirebbero altri 17 miliardi per completare davvero l’opera. Ma oggi, tra i soldi scomparsi dal Pnrr e quelli promessi ma non ancora trovati, si sta costruendo l’ennesimo miraggio infrastrutturale del Mezzogiorno.

Il MIT smentisce: “Nessun taglio all’Alta Velocità per finanziare il Ponte”

In risposta al clamore mediatico, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha diffuso una nota ufficiale per chiarire lo stato reale dei finanziamenti. Secondo il MIT, il lotto 1A della linea Alta Velocità Salerno-Reggio Calabria è interamente finanziato per 1,8 miliardi di euro, di cui 720 milioni a valere sul PNRR, in seguito all’ultima rimodulazione concordata con la Commissione Europea, mentre la quota restante è coperta dal Contratto di programma MIT-RFI.

Nessun definanziamento, dunque. Né per il lotto, né per altri interventi. Il Ponte sullo Stretto, precisa ancora il Ministero, è sempre stato interamente finanziato con risorse statali, e non ha mai attinto ai fondi del PNRR, smentendo così le accuse di “scippo” sollevate da più parti. L’aggiornamento annuale del Contratto di Programma – assicurano da via Nomentana – è in fase conclusiva e confermerà l’articolazione dei fondi già prevista.

Una presa di posizione netta, ma che non risolve il nodo strutturale: tra revisioni, coperture da trovare e tempi incerti, la tratta AV fino a Reggio Calabria resta un cantiere a metà, mentre il Ponte corre avanti da solo, con il rischio di diventare un’infrastruttura disconnessa dal suo stesso territorio.

La replica di Salvini: “I fondi ci sono, le polemiche sono inutili”

Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini prova a mettere a tacere le polemiche. Durante un incontro con i rappresentanti del Comune di Paola, il leader della Lega ha assicurato che la linea Alta Velocità Salerno-Reggio Calabria si farà e che la copertura finanziaria è garantita. Ha parlato di “polemiche infondate” e ha rilanciato, accogliendo la richiesta di promuovere un tavolo tecnico con RFI e con il commissario dell’opera, per definire nel dettaglio le opere compensative legate alla realizzazione della galleria Santomarco, i cui lavori partiranno a ottobre.

Ma non è tutto. Salvini ha anche discusso del futuro del porto turistico di Paola, un progetto da 700 posti barca con interventi sull’area retroportuale, già approvato dal Cipess e in attesa solo della copertura finanziaria da parte della Regione Calabria. Il ministro si è impegnato a sbloccare rapidamente i fondi FSC, portando avanti la discussione con la Regione per non perdere l’occasione di rilanciare il Tirreno cosentino. Un’uscita che suona più come una risposta politica che una garanzia tecnica, mentre sui binari della Salerno-Reggio la nebbia resta fitta.