Le condizioni di una donna di 89 anni e di un uomo di 57, entrambi residenti a Guardavalle, nel Soveratese, sono considerate stabili ma non ancora fuori pericolo.
I due sono attualmente ricoverati presso il reparto di malattie infettive dell’azienda ospedaliera universitaria di Catanzaro a causa di sintomi riconducibili al virus West Nile. L’emergenza sanitaria si allarga dopo la prima vittima registrata nella regione.
L’escalation dei casi e il primo decesso
I due pazienti erano giunti in ospedale nei giorni scorsi con sintomi preoccupanti: febbre ed encefalite, chiari segnali della gravità dell’infezione. Il loro ricovero si aggiunge al recente decesso di un uomo di 80 anni originario di Riace, morto al Gom di Reggio Calabria dopo essere stato ricoverato per encefalite. Questi episodi confermano che l’emergenza non è più circoscritta a una singola area della regione.
Le misure preventive dell’Asp di Catanzaro
Di fronte a questa escalation, l’Asp di Catanzaro ha già attivato una serie di misure cautelative. Oltre all’indagine epidemiologica in corso, è stata disposta la bonifica ambientale nel comune di Guardavalle, un’azione mirata a eliminare i focolai di zanzare, principali vettori del virus.
Allo stesso tempo, è stato rafforzato il personale nei reparti di malattie infettive degli ospedali locali, per garantire una risposta rapida ed efficace in caso di nuovi contagi. Sebbene la situazione sia al momento definita “sotto controllo”, le autorità sanitarie mantengono alta la guardia.
Un’emergenza nazionale che non rallenta
A livello nazionale, i dati dell’Istituto Superiore di Sanità mostrano un andamento anomalo. Sebbene i contagi di West Nile tendano a diminuire ad agosto, quest’anno non accenna a rallentare, con 173 infezioni calcolate dall’inizio dell’anno, quasi il doppio rispetto alle 89 registrate la settimana precedente.
Questo incremento, nonostante le disinfestazioni a tappeto, conferma la necessità di un monitoraggio costante e di una risposta tempestiva.



