La sanità calabrese, in particolare il servizio 118 dell’Azienda Sanitaria Provinciale (ASP) di Catanzaro, sta affrontando una crisi senza precedenti.
A denunciarlo è il dottor Saverio Ferrari, delegato del Sindacato Medici Italiani (SMI) per l’ASP di Catanzaro, che definisce la situazione “vergognosa” e lancia un allarme sulla sicurezza dei cittadini.
La carenza di personale, un problema storico, si è aggravata ulteriormente con l’arrivo dell’estate, un periodo in cui l’afflusso turistico aumenta esponenzialmente il fabbisogno sanitario.
Carenza di personale e postazioni chiuse
Secondo la denuncia del sindacato, la mancanza di medici è affiancata da una sempre più frequente carenza di infermieri. La conseguenza diretta è la chiusura di numerose postazioni di emergenza territoriale (PET). Nell’area di Lamezia Terme, ad esempio, la PET di Lamezia e, più recentemente, quella di Falerna sono state più volte non operative, lasciando scoperto un territorio che in estate vede quadruplicare la sua popolazione.
La situazione non migliora nel resto della provincia. La PET di Tiriolo sarebbe stata trasferita a Catanzaro per sopperire alla chiusura di altre postazioni, come quelle di Catanzaro, Catanzaro Lido e Sellia Marina.
Questa decisione ha lasciato sguarnita un’intera area montana, affidata unicamente alla PET di Soveria Mannelli, che però, secondo Ferrari, opera “quasi sempre demedicalizzata”, ovvero senza un medico a bordo.
“Follia gestionale” e interruzione di pubblico servizio
Il delegato dello SMI non risparmia critiche alla gestione del servizio, che definisce una “follia gestionale”. Contesta fermamente l’idea di un presunto potenziamento, sottolineando come la presenza di una nuova centrale, tablet e decine di ambulanze ferme non risolva il problema di una drammatica carenza di personale. Ferrari arriva a dichiarare che il sistema di emergenza e urgenza non esiste più e che l’attuale gestione sfiora il “reato di interruzione di pubblico servizio”.
L’appello alle istituzioni
Il sindacato torna a chiedere un intervento serio e immediato da parte delle istituzioni, richiamando alla mente le tragedie avvenute a Soverato e Corigliano, e sollevando una domanda provocatoria: “Dobbiamo aspettare altre morti per poi aprire commissioni d’inchiesta su fatti che sono già sotto gli occhi di tutti?”. L’appello è chiaro: agire subito per garantire il diritto alla salute e alla sicurezza dei cittadini calabresi e dei turisti.



