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Prezzi alle stelle per gli hotel italiani: a Reggio Calabria rincari oltre il 50%, in top ten del ‘caro-vacanza’

L’estate italiana si conferma un banco di prova per i bilanci dei vacanzieri. Se le denunce sul caro-spiagge, con un ombrellone e due lettini che costano in media 35,74 euro (il 6% in più rispetto al 2024), avevano già acceso un campanello d’allarme, ora è il settore alberghiero a mostrare cifre da capogiro.

Un’indagine dell’Unione Nazionale Consumatori (Unc), basata sui dati Istat di luglio, ha messo a confronto i prezzi attuali con quelli del 2021, svelando un incremento medio dei servizi di alloggio superiore al doppio del tasso di inflazione generale.

La classifica dei rincari: Venezia, Milano e Firenze sul podio

A guidare la poco invidiabile classifica dei rincari è Venezia, dove i prezzi per un pernottamento in hotel sono lievitati del 64,7%. La città lagunare si posiziona così ben quattro punti percentuali sopra Milano, che si aggiudica il secondo posto con un incremento del 60%. A completare il podio, Firenze registra un +58,8%, confermando come le grandi città d’arte e a forte vocazione turistica siano quelle più colpite dalla speculazione.

Immediatamente al di sotto del podio si collocano Grosseto (+57,5%), Lucca (+56,6%) e Trieste (+55,5%). La top ten prosegue con Palermo (+53,6%), Napoli (+52,4%) e Como (+51,7%).

A chiudere la classifica delle città con aumenti superiori al 50%, in un inaspettato ex aequo, troviamo Roma e Reggio Calabria, entrambe con un incremento vertiginoso del 50,4%. Questo dato sottolinea una dinamica di rincaro che non riguarda solo i centri più blasonati, ma si estende a città del Sud Italia che si affacciano su un turismo crescente.

Le eccezioni: le città “meno care”

Nonostante la tendenza generale al rialzo, l’analisi Unc evidenzia che in nessuna città italiana si è verificata una deflazione. Tuttavia, in alcune località gli aumenti sono stati più contenuti, mantenendosi al di sotto della doppia cifra.

Massa Carrara si distingue con un aumento minimo del 2,9%, seguita da Trapani (+5,8%) e Parma (+8,3%). Queste città, pur non essendo immuni dall’inflazione, mostrano una dinamica dei prezzi più controllata, offrendo una parziale alternativa ai turisti.

Il confronto con il 2024: rincari a doppia cifra in un solo anno

Se il confronto con il 2021 mette in luce un fenomeno di lungo periodo, l’analisi anno su anno conferma la persistenza del problema. Nell’ultimo anno, i servizi di alloggio hanno registrato un aumento medio dell’1,3%, allineandosi al tasso di inflazione generale dell’1,7%.

Non mancano, tuttavia, punte di rincaro che fanno riflettere. Lucca registra l’aumento più significativo con un +20,2% rispetto al 2024, seguita da Caserta (+13,7%) e Rimini (+10,9%).

Questi dati indicano che, nonostante un generale rallentamento dell’inflazione, in alcune località turistiche la crescita dei prezzi continua a marciare a ritmi sostenuti, rendendo sempre più difficile per molti italiani godersi le vacanze nel proprio Paese.