Sulla suggestiva e ormai quasi dimenticata traccia della vecchia S.S. 107, che un tempo collegava Cosenza e Paola, si cela un piccolo tesoro di fede e tradizione: una fontanella che non è solo un punto di ristoro, ma una vera e propria testimonianza di devozione popolare.
Situata subito dopo il Valico della Crocetta, questa fontana è da sempre un luogo di sosta quasi obbligata per chi percorreva quella strada, unendo la necessità di dissetarsi con la freschissima acqua di montagna alla profonda spiritualità legata a San Francesco di Paola.
La fontana, con la sua semplice ma toccante bellezza, non è una comune sorgente. Su di essa, infatti, è raffigurato un miracolo del Santo calabrese, un’immagine che richiama alla mente le gesta del “Padre Eremita” e il suo legame indissolubile con la sua terra. Per decenni, prima che la nuova superstrada deviasse il traffico, automobilisti, viandanti e pellegrini si fermavano qui.
La sosta era un rito: si scendeva dall’auto per sgranchirsi le gambe, ma soprattutto per abbeverarsi a quella fonte che, oltre a placare la sete fisica, offriva un momento di riflessione e di preghiera.
L’acqua che sgorga dalla fontana è rinomata per la sua freschezza e purezza. In un’epoca in cui le bottiglie di plastica non erano onnipresenti, questa sorgente rappresentava un’oasi nel viaggio, un’opportunità per riempire le borracce e rinvigorirsi. Ma la sua importanza trascende la pura funzionalità.
La presenza dell’immagine di San Francesco di Paola trasformava la sosta in un atto di devozione, un piccolo omaggio al patrono della Calabria. Era un modo per chiedere protezione per il viaggio, per ringraziare per i pericoli scampati, o semplicemente per onorare la figura di un santo così caro al cuore dei calabresi.
Oggi, il vecchio tracciato della S.S. 107 è meno battuto, spesso percorso da chi cerca una via alternativa o da chi, nostalgico, vuole rivivere i ricordi di un tempo. La fontanella al Valico della Crocetta rimane lì, silenziosa testimone di un’epoca passata. Continua a offrire la sua acqua, ma soprattutto a raccontare una storia di fede, di tradizione e di un legame profondo tra la gente e il suo territorio.
È un monumento minore ma prezioso, un promemoria che, a volte, i luoghi più significativi non sono quelli che troviamo nelle guide turistiche, ma quelli che portano incise le storie e le devozioni di chi li ha vissuti. Un piccolo, grande simbolo della Calabria più autentica.



