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Caos all’ospedale Dulbecco: i sindacati denunciano ritardi e meritocrazia a rischio

“C’è bisogno di un cambio di direzione nel rispetto di tutti.” È con questa premessa che le sigle sindacali provinciali di Cgil Funzione Pubblica, Fials e Nursind lanciano un duro attacco alla gestione dell’Azienda Ospedaliera Universitaria “R. Dulbecco” di Catanzaro. In una denuncia congiunta indirizzata al commissario straordinario dell’Azienda, al commissario di Azienda Zero e persino alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti, i sindacati mettono in luce una serie di problematiche che, a loro dire, stanno minando il morale e l’operatività del personale.

Tra ritardi e promesse non mantenute: il nodo dei pagamenti

La denuncia tocca diverse criticità finanziarie e contrattuali che affliggono i lavoratori. I sindacati evidenziano un ritardo preoccupante nei pagamenti relativi alle progressioni economiche orizzontali (i Dep), che riguardano ben il 95% dei dipendenti. Nonostante la ratifica risalente a dicembre 2024, i pagamenti sono ancora fermi. Si aggiunge la questione dei buoni pasto, per i quali, nonostante le dichiarazioni ufficiali, non si è ancora passati “dalle parole ai fatti”. Infine, viene sollevata la problematica del tempo impiegato per la vestizione e svestizione della divisa, che i sindacati rivendicano come orario di lavoro retribuibile, e per il quale non accettano soluzioni che non prevedano un pagamento diretto.

Una delibera scandalosa: meritocrazia in pericolo?

Il punto più controverso riguarda la delibera n. 643 del 13 giugno 2025, che definisce i criteri per l’assegnazione degli incarichi di funzione. I sindacati si dicono “scandalizzati” dalla bozza che assegna il 50% del punteggio al colloquio orale. A loro giudizio, questo criterio annullerebbe la meritocrazia a favore dei raccomandati, rendendo inutile la partecipazione stessa all’avviso. Un sistema che, secondo le sigle, minaccia di demotivare il personale più qualificato e di favorire logiche clientelari.

L’appello e le criticità organizzative

La denuncia dei sindacati non si ferma alle questioni economiche e procedurali. Le sigle lamentano anche gravi criticità organizzative evidenziate nei mesi precedenti, specialmente nei reparti come le chirurgie, l’ortopedia e la Terapia Intensiva Neonatale (Tin), che sono culminate in un vero e proprio caos nel mese di agosto, con gravi ripercussioni sull’operatività del pronto soccorso. I sindacati ritengono che questi problemi avrebbero potuto essere evitati con una programmazione preventiva da parte dei vertici aziendali, prevedendo interventi, disposizioni e nuove assunzioni. L’appello si rivolge a tutti i dipendenti, alla cittadinanza e alla Regione, affinché non venga vanificato il lavoro di chi si impegna per una sanità migliore.