La cerimonia della quarta edizione del Premio Internazionale Bruno da Longobucco, tenutasi ieri sera nel borgo omonimo, ha celebrato due figure di spicco: Nicola Leone, Rettore dell’Università della Calabria, e Bruno Nardo, professore associato di Chirurgia Generale presso lo stesso ateneo.
Le motivazioni del premio sottolineano il loro ruolo cruciale nella fondazione del Corso di Medicina e Nuove Tecnologie all’Università della Calabria, un progetto che ha riportato la chirurgia accademica nel territorio cosentino dopo 800 anni.
Il premio, che prende il nome dal “padre della chirurgia moderna”, vuole riscrivere la narrazione della Calabria, valorizzando i suoi “Marcatori Identitari Distintivi” (MID).
Un premio per l’innovazione e il ritorno alle origini
Nicola Leone è stato premiato per aver promosso e guidato la nascita del Corso di Medicina e Nuove Tecnologie, il primo a Cosenza e il secondo in Calabria. La sua politica di reclutamento, descritta come “innovativa, meritocratica e aperta”, ha attirato docenti e professionisti sia italiani che stranieri.
Il premio riconosce in Leone la capacità di concepire lo sviluppo dell’area medica non solo come un’opportunità accademica, ma come un modo per migliorare l’assistenza sanitaria per l’intera popolazione, riflettendo così lo spirito di innovatore ed educatore di Bruno da Longobucco.
Bruno Nardo, invece, è stato premiato per essere stato il primo professore di Chirurgia del nuovo corso di studi, riallacciandosi idealmente a Bruno da Longobucco. Oltre a riportare la chirurgia accademica a Cosenza, il riconoscimento celebra la sua attività di direttore dell’U.O.C. di Chirurgia Generale dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza, dove ha introdotto tecniche innovative come la chirurgia robotica, il primo nella provincia.
Il premio ha anche voluto rimarcare come il suo percorso di studi, che lo ha visto prima a Bologna e poi a Cosenza, abbia ricalcato, seppur in senso inverso, il cammino del celebre chirurgo medievale.
Un punto di svolta per la Calabria
L’evento, coordinato da Lenin Montesanto, ha visto la partecipazione di numerose autorità locali e figure di spicco, tra cui il sindaco Giovanni Pirillo, il commissario del Parco della Sila Liborio Bloise e il direttore del Dipartimento di Farmacia dell’UNICAL Vincenzo Pezzi. Il sindaco Pirillo ha descritto il premio come un “punto di non ritorno” nella visione e nella progettazione istituzionale della comunità di Longobucco, ribadendo l’impegno a promuovere una nuova narrazione della Calabria, basata sui suoi MID e libera da complessi di inferiorità.
Secondo Montesanto, ideatore del progetto “MID Calabria Straordinaria”, l’evento è stato una “catarsi contro l’oicofobia”, la paura e la vergogna delle proprie origini che per troppo tempo ha limitato la consapevolezza dei calabresi riguardo ai loro contributi alla storia universale.
Un momento saliente della serata è stata la lezione magistrale di Francesco Pata, ricercatore in Chirurgia Generale all’Università della Calabria, su Bruno da Longobucco. Pata ha illustrato il suo lavoro di ricerca, tradotto in un opuscolo distribuito durante la cerimonia, che valorizza la figura di Bruno come il primo chirurgo accademico del Medioevo, nonostante sia stato a lungo trascurato nella storia della chirurgia.
Il successo dell’evento, che ha registrato una grande partecipazione da tutto il territorio, ha confermato il forte legame tra la storia e il futuro della regione. Il premio, oltre a riconoscere le eccellenze accademiche e professionali, si pone come un veicolo per riscoprire e valorizzare l’identità calabrese, suggerendo nuove vie di sviluppo competitivo che incoraggino i giovani a rimanere e investire nella propria terra.



