La campagna elettorale per la presidenza della Regione Calabria si accende e il dibattito si concentra sul tema più spinoso e cruciale per i cittadini: la sanità.
In un evento di beneficenza a Catanzaro, trasformatosi in un vero e proprio confronto politico, i due principali candidati, il presidente uscente Roberto Occhiuto e il suo sfidante Pasquale Tridico, hanno delineato le loro visioni diametralmente opposte per il futuro del sistema sanitario calabrese.
Occhiuto: Ottimismo, fatti e il sogno della fine del commissariamento
Roberto Occhiuto si presenta agli elettori con un approccio basato sull’ottimismo e sulla concretezza dei risultati ottenuti. “Sto cercando di fare una campagna elettorale col sorriso, dicendo quello che ho fatto e quello che voglio fare,” ha affermato, respingendo le “polemiche, le fake news, i no” che, a suo dire, caratterizzano la campagna avversaria. La sua narrazione è quella di una Calabria del “sì”, un progetto che sta riscuotendo, secondo lui, “grande partecipazione” ed “entusiasmo” in tutta la regione.
Il governatore uscente ha difeso il suo operato, sottolineando di aver agito per “riparare ai fallimenti” dei commissariamenti precedenti, che “non hanno fatto un’assunzione e non hanno investito un euro”.
Con orgoglio, ha citato la costruzione di “ospedali”, l’assunzione di “5.000 persone” e la controversa, ma necessaria, scelta di “prendere i medici cubani” per evitare la chiusura di molti presidi. Il suo obiettivo primario è chiaro: liberare la sanità calabrese dal giogo del “commissariamento” e del “piano di rientro”, per poterla gestire in modo autonomo, replicando il successo ottenuto in altri settori come il turismo e l’agricoltura.
Occhiuto ha espresso la sua fiducia nella fine imminente del commissariamento e ha promesso un “grande piano di assunzioni, anche di medici pensionati che stanno fuori dalla Calabria e che ora non posso chiamare.”
Tridico: “Disastro” e rilancio della medicina territoriale
Dall’altra parte, il candidato del centrosinistra Pasquale Tridico ha risposto alle affermazioni di Occhiuto con un attacco frontale e senza mezzi termini. Per Tridico, gli ultimi quattro anni hanno visto “più lacune nelle aree interne in termini di ospedali e medicina territoriale che in quarant’anni”. La sua campagna si focalizza proprio su queste “aree interne” dimenticate, dove, ha detto, sente “un’onda crescente fortissima” di entusiasmo.
La soluzione per Tridico non passa per il modello attuale, ma per un netto cambio di rotta. La sua proposta è “togliere la politica” dalla gestione della sanità e “ricreare quella rete di case di comunità” che mancano. A suo parere, l’affollamento dei pronto soccorso è la diretta conseguenza della mancanza di presidi sanitari nelle aree più remote.
Critico anche verso la “esperienza cubana”, che ha definito un “fallimento”, Tridico ha proposto un piano di reclutamento basato su incentivi economici, come un contributo per l’alloggio, per convincere i medici calabresi che lavorano fuori regione a tornare.
“Se noi riusciamo a mettere 6-7.000 euro pro capite, possiamo fare una chiamata di reclutamento,” ha concluso, proponendo una visione che pone al centro le comunità dimenticate e un modello di cura più diffuso e accessibile.
Lo scontro tra le due visioni si preannuncia come il fulcro della campagna elettorale, con Occhiuto che punta sui risultati già ottenuti e sulla promessa di autonomia, e Tridico che attacca il modello attuale e propone un ritorno alla medicina di prossimità per le aree più fragili della regione.



