“Non sono gli agricoltori a inquinare il mare. Le prime verifiche dell’Arpacal lo confermano”.
Lo afferma il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Pietro Molinaro, intervenendo sulla vicenda legata alle accuse che, nei mesi scorsi, avevano coinvolto i produttori della Cipolla Rossa di Tropea IGP.
“Capro espiatorio ingiusto”
Tempo fa, infatti, era stato lanciato l’allarme sul rischio che la coltivazione della Cipolla Rossa e gli agricoltori in generale potessero diventare il capro espiatorio di problematiche ambientali. Una situazione che – secondo Molinaro – ha generato confusione e finito per screditare l’immagine dei produttori e del marchio IGP.
Le analisi Arpacal
“Oggi i dati confermano che non è così – spiega Molinaro –. Le analisi condotte dall’Arpacal su alcuni fossi di scolo hanno evidenziato la presenza di Escherichia coli, un batterio che proviene dalle reti fognarie e non dalle pratiche agricole. È quindi chiaro che l’eventuale inquinamento marino deriva da problematiche di natura fognaria e depurativa, che nulla hanno a che vedere con l’agricoltura”.
Tutelare i produttori, agire sulla depurazione
Per il consigliere regionale, le istituzioni devono concentrare i controlli e gli interventi sulle reali cause dell’inquinamento, senza scaricare responsabilità su chi lavora quotidianamente nei campi. “Il settore agroalimentare calabrese è presidio di qualità, lavoro e legalità – ha aggiunto Molinaro –. I produttori meritano tutela e rispetto, mentre la politica e le istituzioni locali hanno il dovere di intervenire con serietà sulla depurazione e sugli scarichi, per difendere davvero il mare e la salute dei cittadini”.



